PESCARA – Che scudisciate. E siamo appena agli inizi.

Previsto conflitto senza sconti tra l’ex presidente della Camera di Commercio di Pescara, Ezio Ardizzi, oggi a capo della Confcommercio, e il suo successore, Daniele Becci.

In attesa di una replica che, a quanto pare, non tarderà ad arrivare, i primi affondi sono di Ardizzi che quasi implora: “quando mi rivolgo a Becci lo chiamo per cognome, consentitemi di non definirlo presidente perché non ne ha né le phisique du role, né la cultura, tantomeno la padronanza della lingua”.

Insomma, come approccio non c’è male. Poi continuano a scendere giù strali per una buona mezz’ora.

Il “casus belli” è una lettera inviata da tredici associazioni che chiedono alla Confcommercio di adottare un atteggiamento più “morbido” nei confronti della Cciaa.

Figuratevi la reazione dell’ex presidente. “In verità – attacca Ardizzi – bisognerebbe chiedere conto a Becci dell’atteggiamento discriminatorio verso la Confcommercio, un ente che esprime ben sei consiglieri, ma non si è visto affidato alcun incarico. Ci hanno emarginati perché siamo fastidiosi. In effetti disturbiamo in quanto chiediamo spesso di avere accesso agli atti, di visionare documenti ufficiali quali il bilancio di un ente partecipato come il Porto Turistico. Sistematicamente ci troviamo di fronte a un muro di gomma, ce li negano senza motivi plausibili. Allora, come diceva Andreotti, a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.

Inevitabilmente il discorso scivola sul primo bilancio depositato dalla gestione-Becci e fioccano i paragoni scomodi con quelli della gestione Ardizzi.

“Io e la mia squadra – continua l’ex presidente – negli undici anni di mandato abbiamo rigenerato la Camera di Commercio di Pescara facendola diventare un esempio da imitare, lasciando in eredità un saldo attivo di 8.425.261 euro e un avanzo di bilancio di 500mila euro. Loro al primo anno sono in disavanzo di 1.015.000 euro”.

Non solo numeri, Ardizzi si concentra sulle “perle” della nuova gestione.

“Mi viene da pensare a quando hanno organizzato la rassegna ‘Oro d’Abruzzo’ facendola coincidere con la finale dei Mondiali di calcio, con il risultato che il Porto Turistico era ovviamente deserto e gli operatori infuriati. O quando hanno fatto perdere all’Abruzzo il ‘mese della cucina’ negli Usa, un eccezionale veicolo di propaganda. Eppure qualcosa hanno fatto: La Mostra del Fiore, infrangendo l’etica territoriale e andando a fare una concorrenza inutile alla vicina Francavilla che la sente sua da tempo”.

Insomma, secondo Ardizzi la Camera di Commercio dell’era-Becci sta prendendo una deriva pericolosa.

E non finisce qui. “Posso preannunciarvi che tra pochi giorni organizzerò una conferenza stampa sul Porto Turistico ‘Marina di Pescara’: ho parecchio da raccontare”.

Non resta che attendere la replica dell’attuale presidente, l’impressione è che gli converrà munirsi di valide argomentazioni. (g.f.)