L’AQUILA – “Vincenzo Lo Zito, il maresciallo dell’esercito salito, suo malgrado, alla ribalta della cronaca per aver denunciato, nel 2008, la presenza di gravi irregolarità interne alla Croce Rossa abruzzese, è stato assolto a conclusione di due procedimenti penali: uno per calunnia e l’altro per diserzione aggravata, entrambi diretta conseguenza delle sue coraggiose denunce”. A dichiararlo è il consigliere regionale Idv, Cesare D’Alessandro.
 
“Il maresciallo Lo Zito, pur sapendo quale sorta di vespaio sarebbe andato a stuzzicare, aveva additato la presidente Maria Teresa Letta (sorella del più noto Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) quale diretta responsabile di comportamenti non regolamentari”.
 
“Oggi, ad essere assolto, sì, avete capito bene, non è la destinataria delle denunce, ma il denunciante stesso delle presunte irregolarità, costretto a difendersi dalle controaccuse mosse nei suoi confronti. Lo Zito, ne eravamo convinti, esce a testa alta da tutti e due i processi, non avendo né calunniato né disertato, accuse davvero risibili agli occhi di chi conosce la sua vicenda personale. Ha fatto solo il proprio dovere di cittadino, assumendosene ogni responsabilità. Per questo, è stato completamente scagionato dalle accuse nei suoi confronti, che si sono rivelate sterili e strumentali”.
 
“Lo Zito, cittadino uguale a tutti gli altri cittadini di fronte alla legge, ha dovuto subire un lungo calvario del quale porta ancora le tracce, ma si è legittimamente difeso nei processi, è stato giudicato e assolto”.
 
“Nulla, invece, è dato sapere dei potenti che lui aveva denunciato; di quelle denunce non rimangono che labili tracce perse nei meandri del palazzo”.
 
“Del maresciallo Lo Zito, cittadino comune, sappiamo che era ed è un onesto lavoratore, un galantuomo; quand’è che sapremo degli altri da lui denunciati, se sono innocenti o colpevoli? Forse per loro ci sarà solo una prescrizione?”.