L’AQUILA – È durato appena un giorno la pulizia delle nicchie di San Bernardino: questa notte dei teppisti hanno imbrattato alcune delle rientranze situate lungo la scalinata della basilica, restaurate e restituite ieri alla cittadinanza nel corso di una manifestazione a cui ha preso parte il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente che aveva auspicato un maggior senso di responsabilità nei confronti del monumento, in particolar modo dei giovani.
Non si conosce l’autore, o gli autori, del gesto di incivilità.
“Un gesto meschino di gratuito vandalismo, fatto da chi non ama questa città”.
Questo il commento dell’assessore Stefania Pezzopane, che esprime rabbia e dolore, dopo aver appreso la notizia dell’imbrattatura durante la notte delle nicchie della scalinata di San Bernardino, appena restaurate e restituite alla città.
“Imbrattare un monumento è già un gesto incivile e grave. Addolora ancora di più un gesto insano come questo, soprattutto se si pensa che il restauro delle nicchie era stato un momento corale, cui ha partecipato la città intera, la gente, il popolo delle carriole, le associazioni, costruttori, restauratori…. Ieri abbiamo vissuto un grande momento di gioia collettiva. Restituire un simbolo della città alla città è stato un segnale di ripresa.
Chi ha imbrattato le nicchie, ha forse creduto di frenare i nostri entusiasmi. In realtà ha solo dimostrato quanta viltà e inciviltà ci possa essere dietro un simile gesto”.
FRATTALE, ANCE: “SONO AMAREGGIATO”
L’AQUILA – E’ comprensibilmente amareggiato e deluso Gianni Frattale, il presidente dell’associazione nazionale dei costruttori edili dell’Aquila che ha finanziato i lavori di restauro delle nicchie di San Bernardino, imbrattate da graffiti e scritte dopo appena qualche ora dalla cerimonia di riconsegna alla città.
“Mi hanno avvisato questa mattina alle 7 – spiega Frattale – Non ci sono parole per esprimere l’amarezza di questi momenti. Posso presumere che ci sarà una denuncia contro ignoti e che la polizia scientifica effettuerà i rilievi; al contempo penso si debba interagire immediatamente con la Sorpintendenza per valutare che tipo di intervento effettuare”.
Non basta, infatti, ritinteggiare la murata deturpata dalle scritte, con un qualsiasi solvente acido, come ha spiegato il numero uno dell’Ance:
“E’ un lavoro più complesso e bisogna agire prima che la vernice venga assorbita dal muro e si cristallizzi con il sole e le avversità del meteo”.
Nelle scorse settimane si era parlato anche dell’installazione di telecamere di sorveglianza per valutare la possibilità di prevenire atti di vandalismo a cui la città è purtroppo abituata.
“Se ne è parlato, è vero, ma è rimasta una delle tante ipotesi – dichiara Frattale – Quello che mi sento di dire alle donne dell’associazione ‘Le nicchie’ che ha promosso il restauro è di non mollare e non arrendersi di fronte a questi atti di inciviltà. Io e la mia associazione faremo altrettanto”.
Frattale ha rivelato della possibilità di realizzare degli spazi dover far esprimere e disegnare i writer o e graffitari “per dare anche a loro uno spazio dove poter si esprimere. Ai giovani dico di voler più bene alla loro città”.
SANTORO, ASSOCIAZIONE ”LE NICCHIE”: ”DISPERATA E SCORAGGIATA, ERA SEGNO DI RINASCITA”
L’AQUILA – “Quando mi hanno detto quello che era successo mi sono sentita male, e sto ancora male”.
È scoraggiata e allo stesso tempo furiosa la signora Gabriella Santoro dell’associazione “Le nicchie”, che nell’esprimere lo sconforto per il monumento imbrattato da vandali questa notte non riesce a trattenere le lacrime di rabbia per il gesto incivile.
“Sono disperata e molto arrabbiata – dice – con questi ragazzi maleducati e stupidi e con i loro genitori, che non sono stati capaci di educarli. Nessuno ha capito cosa significava il restauro delle nicchie. Era un nuovo inizio, la resurrezione della città. Ma forse non ce lo meritiamo”.
L’amarezza della signora Santoro è anche per il lavoro che l’Ance ha fatto per restituire alle nicchie, danneggiate dal terremoto, il loro splendore.
“Penso – conclude amaramente – a tutte le persone generose che ci hanno lavorato e che in un mese sono riuscite a fare il miracolo. E in una notte tutto è andato distrutto”.
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