L’AQUILA – È veramente vicina la svolta per la difficile ricostruzione del cimitero monumentale dell’Aquila e degli altri 19 delle frazioni, messi in ginocchio dal terremoto del 6 aprile 2009.
Il settore Opere pubbliche del Comune dell’Aquila sta infatti completando la progettazione preliminare degli interventi, che impegneranno una somma di poco più di 5 milioni di euro.
La prossima settimana gli incartamenti saranno consegnati alla struttura commissariale, come conferma il funzionario comunale che se ne sta occupando, Mario Corridore, che anticipa le prossime fasi: progettazione esecutiva, finanziamento e appalto.
Un problema di dignità, quello dei cimiteri, ma anche di sicurezza per gli aquilani che visitano i loro defunti, sollevato da AbruzzoWeb sin da agosto dell’anno scorso e affrontato dalla governance della ricostruzione solo dopo un lungo tira e molla con il Comune.
Dopo la denuncia delle condizioni vergognose e indescrivibili dei cimiteri, infatti, Gianni Chiodi ha replicato di non averne mai saputo nulla, mentre l’assessore alle Opere pubbliche Ermanno Lisi ha mostrato a questo giornale le carte inviate al commissario.
Infine il sindaco, Massimo Cialente, il 2 novembre è arrivato direttamente allo scontro istituzionale.
In una riunione del 30 dicembre le prime mosse concrete: il coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, ha promesso i 5 milioni, cifra richiesta dal Comune dopo i primi screening dei danni, promettendo un trasferimento “immediato” della somma una volta ricevuti i progetti.
Ora, finalmente, nonostante qualche mese di troppo atteso per i progetti (attesi per inizio aprile), si comincia a vedere l’uscita dal tunnel.
Per quanto riguarda il cimitero aquilano, Corridore snocciola gli interventi previsti. “Il rifacimento del tetto della camera mortuaria – elenca – l’edificio monumentale detto ‘Banca d’Italia’, l’edificio 96 della parte moderna (quello reso inagibile dal sisma e riaperto a forza con le tenaglie dagli aquilani, ndr), il monumento a Nove martiri e anche la chiesa di San Giuseppe dei Minimi”.
Quest’ultimo edificio sacro non va confuso con Santa Maria del Soccorso, che si trova all’esterno del perimetro. La chiesa di San Giuseppe, poco nota a molti cittadini e in ristrutturazione prima del sisma, si trova invece dentro il cimitero, nella parte storica, vicino all’ossario.
Dai velati accenni del funzionario s’intuisce che il Comune si aspettava che alla ricostruzione di questa chiesa ci pensasse l’Arcidiocesi, ma alla fine è stata comunque inserita nell’elenco delle opere di cui si occuperà l’amministrazione con i fondi del commissario.
Restano fuori invece dai lavori di ricostruzione gli “Archetti”, altro tratto caratteristico del cimitero antico. Per Corridore “sono edifici privati che quindi andranno ristrutturati diversamente”.
Quanto alle frazioni, il tecnico spiega che “gli interventi più corposi riguarderanno i cimiteri di Roio, Monticchio, Pianola e Camarda, quelli su cui ci sono stati i danni maggiori”.
Su questi camposanti più piccoli anche il sindaco Cialente aveva lanciato più volte l’allarme. Per tutti gli altri, “ci saranno comunque lavori, ma più contenuti”.
Gli ultimi progetti da completare prima della consegna del plico a Chiodi, tra l’altro, riguardano proprio lavori sulle frazioni: “Manca un lavoro su Tempera e piccoli interventi per lesioni sui muri di cinta, poi siamo a posto”, conferma Corridore.
Quanto ci vorrà per partire? Corridore non vuole alimentare false aspettative.
“Aspettando il finanziamento, la progettazione esecutiva e l’appalto per la fine di quest’estate – spiega – è realistico pensare che si possa cominciare dalla primavera 2012”.
Anche se… “Qualcosa si potrebbe fare pure per settembre-ottobre prossimi prima della pausa invernale ai lavori. Dipenderà anche dalle condizioni del tempo”, conclude Corridore.
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