CHIETI – Tredici persone denunciate e 11 società di capitale coinvolte in un’indagine della Guardia di Finanza di Chieti che ha messo in luce una mexi evasione da circa 7 milioni di euro derivante dall’esercizio abusivo di attività creditizia e di raccolta del risparmio.

L’indagine è durata più di un anno. Secondo quanto emerso, un amministratore di società sottoposte a verifica fiscale nel periodo 2004-2008 non si sarebbe curato di presentare le dichiarazioni annuali ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva, relativamente ai ricavi derivanti dalla comprovata attività creditizia e di raccolta del risparmio, risultata poi svolta in maniera del tutto abusiva.

L’uomo trasferiva fondi dai propri conti correnti bancari a varie società le cui compagini erano del tutto estranee al soggetto finanziatore risultando essere operazioni di finanziamento con obbligo di restituzione da parte dei beneficiari. Le indagini hanno fatto emergere il coinvolgimento di altre società, costituite in forma di capitali a responsabilità limitata che hanno registrato analoghe operazioni di finanziamento con obbligo di rimborso ad altri soggetti organizzate in forma societaria le cui compagini non evidenziavano una rete di partecipazioni incrociate tale da palesare la sussistenza di un legame economico-imprenditoriale.

La normativa stabilisce che le società, per l’approvvigionamento delle proprie risorse finanziarie, possono avvalersi dell’emissione di strumenti finanziari ovvero ricorrere ai finanziamenti dei soci che detengono almeno 2% del capitale sociale nonchè ai soggetti abilitati (banche, società finanziarie etc.).

Le indagini hanno dimostrato che sia il soggetto verificato che le altre società hanno di fatto svolto un’attività di finanziamento e raccolta del credito, creato un ‘sistema finanziario parallelo ai canali ufficiali’ evitando il ricorso ai soggetti abilitati, inserendosi, così, illegalmente nel libero mercato e sottraendosi ai controlli di affidabilità e stabilità.