L’AQUILA – Continua a riscuotere un più che discreto successo il mercato di abbigliamento da outlet all’Aquila.

Sabato scorso in tanti si sono letteralmente fiondati su piazza d’Armi, con l’aiuto di un anomalo sole novembrino, complice la crisi economica che non fa più infilare le mani in saccoccia come una volta per il buon abbigliamento e con i negozi sempre più in difficoltà per spese da star male e, appunto, le saccocce vuote di cui sopra. Negozi tra l’altro costretti, quando gli è possibile, ad organizzarsi pure loro con gli sconti più massicci sulle rimanenze, influendo spesso negativamente sull’andazzo generale dell’attività che una volta, sembra passato un secolo, riusciva a garantire una più che decente occupazione a commessi, fornitori ed altri del famoso “indotto”.

Dunque, anche all’Aquila, così come in altre città, è possibile incontrare, a rovistar sul banchetto del mercato popolare tanta gente che nell’immagine di provincia viene identificata e riconosciuta come benestante, perché spesso la si incontrava nei negozi più costosi in centro storico, quella che pagava in contanti tutto e subito oppure con un assegno più corposo un po’ di tempo più in là, dopo aver comprato molto. 

E allora, borghesi e non puntano dritti bancarelle ed outlet a volte in  modo selvaggio, con i radar accesi per acchiappare le occasioni sparse sul banchetto, roba di marca scovata nei mercati anche non italiani, ma anche da aziende fallite, che nel nostro Paese sono ormai una realtà consolidata.