L’AQUILA – “Fides et Ratio è una risorsa della città, chiediamo alla Regione Abruzzo di aiutarci a contribuire alle spese della nostra aula studio, al Comune dell’Aquila di garantire i collegamenti con gli autobus, ai cittadini di offrire alloggi a prezzi equi per i fuori sede”.

L’appello arriva da don Daniele Pinton, giovane preside della Fides et Ratio, l’Istituto superiore di Scienze religiose dell’Aquila, formalmente un’università estera, collegata alla Pontificia università lateranense, nei fatti sempre più radicata nel territorio.

E in costante crescita, visto che dal 2009 al 2013 è passata da 94 a 155 iscritti, e quest’anno conta di superare quota 200.

Alla Fides e Ratio, che dal giugno 2013 è ospitata nella nuova bellissima sede nel polo universitario di Coppito, vicino all’ospedale San Salvatore, è possibile frequentare un triennio di formazione teologica di base, al termine del quale si ottiene il grado accademico di Baccalaureato in Scienze religiose. Nel successivo biennio si consegue il grado accademico di licenza in Scienze religiose, che equivale ad una laurea magistrale. Attualmente  sono attivi quattro indirizzi: pedagogico-didattico, pastorale-catechetico-liturgico, in beni culturali e infine in bioetica.

Un Istituto sempre di più frequentato da laici, dagli stessi ragazzi e ragazze che si iscrivono ad altre università, e non solo da religiosi. Condividendone tutti i problemi.

“Il primo problema è quello del caro alloggi – spiega don Pinton – gli affitti sono troppo alti, se rapportati ai disagi di una città che non è tornata alla normalità. Solo cinque nostri studenti alloggiano, dopo aver vinto un concorso, alla casa dello studente San Carlo Borromeo. Gli studenti pendolari hanno poi problemi a raggiungere, dal terminal dell’Hotel Amiternum, il polo universitario del San Salvatore, perchè le corse sono poche e non dirette”.

Aspetti logistici importanti per consolidare i risultati della Fides et Ratio, che come ogni università ha bisogno di una città intorno che funzioni e sia accogliente.

“Il nostro istituto – prosegue Don Pinton – ha fatto un indubbio salto di qualità da quando ha ottenuto il riconoscimento dei titoli di studio a livello europeo. Molto apprezzati sono poi l’indirizzo di beni culturali ecclesiastici, anche perché siamo gli unici ad averli in Italia assieme a Venezia. Grazie ai quali sui possono trovare sbocchi lavorativi nei musei diocesani, nelle cooperative che gestiscono le visite monumenti ecclesiastici,che lo ricordo, rappresentano buona parte del patrimonio artistico italiano, consentono di partecipare ai concorsi  delle Soprintendenze. C’è poi ovviamente lo sbocco offerto per la teologia nell’insegnamento della religione”.

All’interno dell’Istituto, da anni è attivo anche un dipartimento di lingue, dove si insegna il latino, il greco, l’ebraico e il greco neotestamentario.

Ma anche l’inglese, il francese e spagnolo, e dall’anno scorso anche la lingua araba, non soltanto per gli studenti ordinari e straordinari iscritti alla Fides et Ratio, ma anche per tutti coloro che come uditori vogliono seguire i corsi.

Infine fiore all’occhiello è la sala di lettura della biblioteca, con 100 posti a sedere, serviti da connessione wireless per la navigazione internet.

“È uno spazio aperto a tutti – sottolinea Pinton – frequentata anzi al 90 per cento dagli studenti delle altre università statali, che ovviamente sono i benvenuti. Alla Regione Abruzzo abbiamo però chiesto un piccolo aiuto economico per condividere le spese di gestione e siamo in attesa che ci rispondano”.

Non è solo una questione vil denaro. Pinton auspica che la Fides e ratio sia considerata sempre di più come “parte attiva e integrante nel sistema universitario del capoluogo”.

“Il nostro rapporto con l’Università statale è sempre più stretto e simbiotico, del resto da noi insegnano le materie umanistiche gli stessi professori della facoltà di Scienze della Formazione Condividiamo la fede che L’Aquila rinasca proprio grazie alle sue università e alla sua cultura, sia laica e cattolica che sia”.