MILANO – L’aquilano Antonio Acerbo, nei giorni scorsi dimissionario dal ruolo di sub-commissario Expo e da responsabile del Padiglione Italia, è stato messo agli arresti domiciliari dal giudice Fabio Antezza per le ipotesi di reato di corruzione e turbativa d’asta nell’appalto per le Vie d’Acqua. Acerbo era stato indagato a settembre.
Lo riporta il Corriere della Sera.
Acerbo è un ingegnere originario dell’Aquila, dove è nato 65 anni fa e si è laureato, per poi proseguire la carriera a Milano.
Ex direttore generale del Comune del capoluogo lombardo, è responsabile unico del procedimento di Padiglione Italia e commissario delegato Opere infrastrutturali Expo 2015.
Il giudice, secondo quanto ripiortato, ha accolto gli arresti domiciliari chiesti dai pm Claudio Gittardi e Antonio d’Alessio anche per l’imprenditore Domenico Maltauro (cugino di Enrico), e per Andrea Castellotti, ex manager commerciale della ditta di impiantistica Tagliabue, e oggi facility manager per il Padiglione Italia dove era arrivato con Acerbo.
Respinta invece la richiesta di arresto per Enrico Maltauro, che nei giorni scorsi era stato da poco scarcerato.
Secondo l’accusa, la contropartita sarebbero state consulenze per il figlio di Acerbo, che per questo è indagato per riciclaggio.






