L’AQUILA – “Oggi ci sentiamo in panchina e abbiamo voglia di scendere in campo e giocare, ma questo non significa che vogliamo togliere il posto a qualcuno o che il problema sia questo o quell’assessore. Il problema è dell’allenatore della squadra”.
Così i consiglieri regionali di Abruzzo Civico, Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri, in un comunicato, fanno esplodere la prima grana ufficiale per il governatore, Luciano D’Alfonso, alla guida da maggio della coalizione di centrosinistra.
È proprio lui nella metafora calcistica di Ac l’allenatore “che deve decidere come e quando metterci in condizione di svolgere il ruolo che i cittadini hanno riconosciuto alla nostra proposta politica e non a un singolo”, una richiesta di rimpasto in puro old-style democristiano.
Già dopo le elezioni la formazione civica, il cui leader è Giulio Borrelli, ex direttore del Tg1 originario di Lanciano (Chieti), aveva manifestato mal di pancia per la mancata nomina di Gerosolimo, conquistandosi la fama di piantagrane.
Dall’altra parte, veniva mal visto l’ingresso nell’esecutivo di Gerosolimo, ritenuto transfuga di centrodestra e i cui consiglieri “controllati” garantiscano la maggioranza proprio di quello schieramento nel Consiglio provinciale dell’Aquila, nonostante la sua conversione al credo dalfonsiano, tanto da costringere il presidente Antonio Del Corvo a un rimpasto.
In sostanza i due consiglieri di quella che definiscono “seconda forza in Consiglio regionale”, insieme a Regione facile che, però, ha preso più voti, chiedono un posto in Giunta che, però, non debba arrivare tagliando la testa dell’assessore in quota a Sinistra ecologia libertà Mario Mazzocca, nell’esecutivo nonostante i vendoliani abbiano piazzato un solo consigliere all’Emiciclo, lui stesso.
La Giunta, per il resto, è composta da cinque assessori in quota al Pd, che in Consiglio ha eletto 10 consiglieri.
Pure in quota democrat è l’unico esterno nominabile e nominato, è l’aquilano Giovanni Lolli, che ha anche i galloni di vice presidente in aggiunta alla delega pesante alle Attività produttive.
Una squadra fin troppo stretta, tanto che il presidente ha sempre cercato di proporre l’allargamento a 8 assessori, fin qui senza successo, e ha trovato un utile escamotage nell’istituzione dei sottosegretari, a partire da Camillo D’Alessandro, ex capogruppo Pd, ormai vero e proprio braccio destro.
D’Alfonso nella conferenza stampa dei 100 giorni ha annunciato l’ingresso di Ac in Giunta, ma ha anche rassicurato Sel e Mazzocca sul mantenimento di un ruolo decisivo.
Di qui le ipotesi: o l’attuale assessore all’Ambiente e Protezione civile viene spostato da assessore a sottosegretario, magari mantenendo le deleghe, e al suo posto Gerosolimo entra in Giunta.
Altrimenti sarà il Pd a dover lasciare un posto: da quanto appreso tra gli accreditati all’addio ci sono Dino Pepe (Agricoltura) e Donato Di Matteo (Viabilità), ma entrambi da quanto si apprende sarebbero recalcitranti all’idea.
Ecco che, così, con un clamoroso voltafaccia, potrebbe essere Lolli a lasciare l’esecutivo, visto che ha un paracadute di prestigio: la poltrona di deputato lasciata libera da Giovanni Legnini, passato da Montecitorio (e dal governo) alla vice presidenza del Consiglio superiore della magistratura.
L’aquilano fin qui aveva accettato l’idea di rimanere in Regione, lasciando spazio al sogno della Camera per il dalfonsiano doc Gianluca Fusilli, ma all’improvviso il suo posto potrebbe diventare più utile a Roma.
Da vedere se, dopo mille trattative e una conferenza stampa considerata definitiva sull’argomento, Lolli accetterà questo doppio dribbling, tanto per restare in tema calcistico.
“Nessuna rivalità con Mazzocca che stimiamo personalmente e che sta facendo un ottimo lavoro. Crediamo, tuttavia, che sia naturale da parte di Abruzzo civico avere voglia di dare un contributo diretto alla grande stagione riformista della Giunta D’Alfonso”, concludono ancora Gerosolimo e Olivieri.




