L’AQUILA – “Siamo decisi a staccarci dal Lazio per l’Abruzzo”.
Lo dichiara il sindaco di Settefrati (Frosinone), Riccardo Frattaroli, che con altri sette primi cittadini del circondario, si dice pronto a cambiare regione e provincia per contestare la situazione in cui sono lasciati i paesi della Valcomino, nel parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che comprende ventisei comuni nelle tre regioni.
Gli altri centri sul piede di guerra sono Alvito, Campoli Appennino,Pescosolido, Picinisco, San Biagio Saracinesco, San Donato Valcomino e Vallerotonda.
Troppi sarebbero i vincoli ambientali, a sentire gli amministratori comunali, che porrebbero un freno allo sviluppo.
La protesta, comunque, sembra essere destinata a superare i confini ciociari, forse sull’onda di quanto accaduto qualche mese fa ad Amatrice, vicino a Rieti, dove il sindaco per difendere l’ospedale aveva minacciato di staccarsi dal Lazio.
“Viviamo tanti problemi – aggiunge Frattaroli – soprattutto per i vincoli da rispettare nel parco nazionale. Abbiamo più volte lanciato il nostro grido d’allarme, ma nulla è cambiato. In Abruzzo è tutto diverso, non ci sono le difficoltà che incontriamo qui”.
Per il sindaco di Settefrati, inoltre “i giovani qui non trovano lavoro e quindi lasciano per andare a costruirsi un futuro altrove. La conseguenza è che i nostri comuni impoveriscono senza che nessuno ci dia il minimo sostegno per cercare d’invertire la tendenza. A questo punto – conclude – l’unica speranza è quella di andarcene nella regione Abruzzo”.





