L’AQUILA – Scontro ieri in consiglio regionale sulla modifica dello Statuto, con l’introduzione della figura del sottosegretario di presidenza, e sul presunto tentativo da parte della maggioranza di cancellare, con un emendamento poi ritirato, la legge regionale 32 del 2014, ovvero la riduzione delle tasse agli abruzzesi per 40 milioni di euro, approvato nella passata legislatura, ma su cui grava un’impugnativa del governo nazionale.
“Una vergogna – ha tuonato il capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri – non consentiremo in alcun modo che venga cancellata la riduzione fiscale che ha rappresentato il raggiungimento di un prestigioso traguardo di cinque anni di governo di centrodestra cui.
E’ bene ricordare che la egge regionale è stata approvata il 21 maggio del 2014 quindi nel periodo di prorogatio ma non si poteva fare altrimenti poiché, il governo nazionale, solo ad aprile ha riconosciuto gli equilibri di bilancio per la sanità autorizzando di conseguenza la manovra. Inoltre la proposta, voluta fortemente dal Tavolo di sviluppo che comprende anche le organizzazioni sindacali, professionali e commerciali, fu approvata dall’unanimità dall’ssise regionale. Siamo pronti a presentare centinaia di emendamenti per bloccare questa iniziativa se dovesse riproporsi.”
Ha gettato però acqua sul fuoco l’assessore al bilancio, Silvio Paolucci, del Partito democratico.
“Non è vero che la maggioranza voleva cancellare la riduzione delle tasse agli abruzzesi. Si tratta di un’evidente strumentalizzazione dell’opposizione di centrodestra, anche perché se la legge 32 non verrà interamente riscritta sarà impossibile renderne operative le misure”.
A detta della maggioranza la legge è stata scritta male, perché oltre agli interventi sulla fiscalità, prevede anche misure a sostegno del welfare e contributi ai malati oncologici. Ma per quanto riguarda quest’ ultimo asse, in particolare, si tratta di provvedimenti non contemplati tra i livelli essenziali di assistenza, che non possono essere adottati da Regioni sottoposte a Piano di rientro dal deficit sanitario.
“Nasce da qui – ribadisce Paolucci – la nostra decisione di abrogare quella legge e procedere a una revisione completa della normativa, in modo da superare l’impugnativa statale. Credo che avremmo reso un buon servizio a tutti i cittadini abruzzesi, in particolare a quelli che si trovano a vivere situazioni di maggiore difficoltà. Abbiamo comunque intenzione – conclude Paolucci – di riproporre in tempi brevi la revisione della legge regionale 32, rimodulando anche gli interventi sulla fiscalità sulla base di diversi parametri”.
LE MODIFICHE ALLO STATUTO: IL SOTTOSEGRETARIO CONTESTATO E IL GRAN RIFIUTO DEI GRILLINI
Via libera, in prima lettura, anche al progetto di legge di modifica dello Statuto della Regione, che prevede l’istituzione della figura del sottosegretario alla presidenza della Giunta, formalizzando cioè il ruolo istituzionale di fatto già ricoperto da Camillo D’Alessandro del Pd.
Non verrà ampliata la composizione dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, pensata per aggiungere un posto ad appannaggio del Movimento 5 stelle.
L’ufficio di presidenza, va ricordato, attualmente è composto da Giuseppe di Pangrazio, Pd, presidente del Consiglio regionale, Lucrezio Paolini, Italia dei valori, vice presidente vicario, Paolo Gatti, Forza Italia, vice presidente, Alessio Monaco, Regione facile, consigliere segretario, e Giorgio D’Ignazio, Nuovo centro destra, consigliere segretario.
L’idea, poi naufragata era quella di aggiungere un posto da consigliere segretario per il Movimento 5 stelle, opposizione non rappresentata.
Del resto il capogruppo del M5S, Sara Marcozzi, in aula aveva annunciato di rinunciare a questa carica, definita un “contentino”, utile solo a far da cavallo di Troia all’istituzione della figura del sottosegretario, modifica che non trova il consenso dei grillini.
“Altre sono le riforme che occorrono agli abruzzesi – ha detto in aula la Marcozzi – vedremo come si comporteranno maggioranza e centrodestra sulla discussione e votazione della progetto di legge presentata dal M5S sul dimezzamento degli stipendi dei consiglieri”
Polemiche anche dai banchi del centrodestra.
“Quella del sottosegretario è una figura – ha attaccato il consigliere di Forza Italia Chiodi – che non è prevista dalla Costituzione e non ne vedo la necessità di istituirla in Abruzzo. D’Alessandro è già un consigliere regionale e se vorrà essere utile alla comunità abruzzese potrà farlo anche senza ulteriori incarichi”.
Non è d’accordo ovviamente il diretto interessato D’Alessandro.
“La figura di sottosegretario – assicura -ha un ruolo preciso quello di lavorare, nessun onore, dunque, ma solo oneri. È una figura strettamente di fiducia del presidente della Giunta, che può essere delegato a seguire materie, senza percepire alcuna indennità e senza produrre costi aggiuntivi per l’ente regionale. So bene che Chiodi non è abituato a questo modo di lavorare, mi dispiace per lui. Certo, da chi ha guidato la Regione per sessantasei mesi, ci si aspetterebbe altro profilo.”
Con La modifica dello statuto si è infine introdotta la possibilità di convocare sedute della Giunta regionale “tematiche”, in luoghi diversi dall’Aquila e Pescara. Introdotto anche il sistema elettronico di voto in tutte le sedute del Consiglio.
Il testo tornerà in aula tra due mesi per la seconda e definitiva approvazione, così come previsto dall’articolo 87 dello Statuto.
L’ADEGUAMENTO SISMICO PUO’ ATTENDERE
Il Consiglio regionale ha approvato anche il progetto di legge in cui è contenuta la proroga dei termini per l’adeguamento sismico al 31 dicembre 2014.
“Accogliendo le richieste pervenute da più parti, si è ritenuto doveroso spostare a fine anno l’entrata in vigore delle disposizioni contenute nella legge regionale. Una scelta – commenta il consigliere del Pd Pierpaolo Pietrucci – per avere il tempo necessario a prevedere tale adeguamento normativo. Province e Comuni avevano già in passato fatto sentire la loro voce, in quanto tra i primi destinatari di istanze e dunque costretti a un carico di lavoro che avrebbe messo in crisi i loro uffici”.
Per il capogruppo del Pd Sandro Mariani “è’ una misura necessaria in questo frangente, ma abbiamo intenzione di rivedere la legge 28/11. Così come concepita, risulta tendenzialmente inapplicabile e sulla scorta di quanto ha recentemente previsto il governo nazionale nella normativa di riferimento, dobbiamo dotare anche l’Abruzzo di procedure snelle e semplificate.
Anche il collegio dei geometri qualche settimana fa aveva fatto sentire la propria voce, paventando un ingessamento delle procedure con pesanti ripercussioni a carico del settore edilizio. Il Consiglio regionale è intervenuto tempestivamente per prendere tempo – conclude Mariani – ma ho intenzione di convocare gli Uffici competenti nonché gli ordini professionali della Regione, per discutere con loro della strada da perseguire per dare finalmente attuazione a questa legge.
RISOLUZIONE CONTRO CARCERI SOVRAFFOLATE E CENTRALE POWERCROP
Il Consiglio regionale in apertura dei lavori ha approvato due risoluzioni: la prima riguarda la situazione di sovraffollamento delle carceri e invita il Governo nazionale ad adottare provvedimenti di amnistia e indulto, “il cui ambito di applicazione sarà definito dal Parlamento stesso in considerazione della gravità dei reati”.
Approvata poi altre due risoluzioni che impegnano il presidente della Regione ad impedire la chiusura del punto nascita dell’ospedale di Atri. E a impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge statale che di fatto sblocca il progetto della centrale Powercrop di Avezzano.
Promotore dell’iniziativa il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Gianluca Ranieri.
“Crediamo fermamente – ha ribadito in aula – che siano i cittadini ad avere il diritto e il dovere di scegliere il futuro del proprio territorio e che questo futuro, in particolare nella Marsica, passi per la valorizzazione delle produzioni di qualità e l’agroindustria.
L’articolo 30 ter del decreto Competitività, sottraendo al territorio e alla Regione Abruzzo la sua autonomia in una materia fondamentale come è quella dell’agricoltura, costituisce un grave vulnus alle prerogative regionali e mortifica la volontà dei cittadini che si è più volte chiaramente manifestata. Per quanto ci riguarda – continua il consigliere – la centrale Powercrop è fuori discussione, così come ogni altra speculazione industriale che non tenga nella dovuta considerazione il benessere e la salute dei cittadini”.
Il presidente di Regione, si è impegnato infine ad adottare qualunque iniziativa necessaria a evitare l’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato ad altro corpo di polizia. Era stata presentata anche una terza risoluzione, riguardante il Documento di programmazione economica-finanziaria regionale, che è stata invece respinta. (Filippo Tronca)




