L’AQUILA – “I ladri hanno devastato e svuotato ogni appartamento”. È quasi un avviso agli sciacalli del terremoto dell’Aquila, oltre che una denuncia disperata, quella comparsa su un edificio nel cuore del centro storico del capoluogo, in via Fortebraccio.
Appartamenti, soffitte e ogni possibile ripostiglio sono stati ripuliti e i cittadini, esasperati, hanno scritto una email al questore, Vittorio Rizzi, che ha risposto e li ha convocati lunedì.
La signora Wanda Scodavolpe ha dato la possibilità ad AbruzzoWeb di entrare nel suo appartamento in questo edificio ancora inagibile per esaminare la situazione.
Salendo le scale la prima cosa che si nota è come tutte le porte siano state sfondate e, in ogni appartamento, tutte le cose lasciate all’interno siano state buttate a terra a caso.
“Vede? – fa notare la signora – in questa casa non sono riusciti a entrare dalla porta, perché è blindata, ma hanno trovato il modo per entrare dalla finestra!”.
Nell’appartamento della donna, quello che regna è il caos dovuto alle cose sparse, scatole aperte per vedere il contenuto, bauli e cassetti spalancato.
“Sono entrati e hanno buttato tutto all’aria, chissà che cosa cercassero, qui c’erano solo i ricordi della mia vita, di mia mamma. Cose che dovrò buttare perché non riesco a pensare che siano state in mano a gente che fa cose del genere”.
Neanche il fatto che gli inquilini del palazzo fossero tornati a controllare ha fermato questi malviventi.
“Da quando è stato messo il cartello sono entrati nuovamente – sottolinea la signora – avevo lasciato delle cose, tra cui una mannaia che volevo portare via, invece non c’è più. Ora dovrò togliere anche quei pochi mobili che sono rimasti: ho paura che per puro divertimento li distruggano. E poi lascerò la casa così, come se fosse terra di nessuno, che altro possiamo fare?”.

La signora Stefania Tiberi, proprietaria dell’appartamento con la porta blindata, racconta invece che in casa sua “sono entrati almeno tre volte. Le prime si sono fermati negli appartamenti ai primi piani, poi hanno studiato un modo per entrare anche in quelli meglio custoditi. Per quanto riguarda, per esempio, il mio, visto che la nostra era una porta impossibile da sfondare, sono entrati nell’appartamento di sotto, si sono arrampicati dal balcone fino al mio, hanno rotto la serranda, l’hanno bloccata con il mattarello che avevo lì fuori e sono entrati”.
A 5 anni e mezzo dal terremoto è difficile immaginare che cosa si possa ancora cercare in case abbandonate.
“Non so che cosa pensassero di trovare, in casa mia non c’è più nulla – sbotta la Tiberi – avevo già fatto tutto il trasloco, l’unica cosa che ho lasciato sono due armadi, che sono stati svuotati, tutto quello che era all’interno è stato tutto buttato a terra e lasciato così, in mucchi”.
Non solo gli appartamenti sono stati messi sottosopra, ma anche soffitte e ripostigli. “Sono entrati in una soffitta che ho sul terrazzo. Anche lì c’è il portoncino blindato e quindi hanno dovuto trovare un’entrata alternativa. L’unica possibilità era una finestra a oblò piccola, piccolissima. Il fatto che siano riusciti a entrare in uno spazio così piccolo mi ha fatto venire il sospetto che si tratti di zingari”.
“Solo un bambino potrebbe entrare in un’apertura così angusta – prosegue – Tutti sappiamo che agiscono insieme, le donne frugano tra le cose mentre gli uomini fanno i lavori più pesanti e i bambini vengono utilizzati per entrare in posti dove i grandi non riuscirebbero”.
La situazione è stata sottoposta all’attenzione del questore Rizzi. “Nel giorno in cui abbiamo affisso il cartello, non io personalmente, ma un altro inquilino, oltre a sporgere denuncia, ha scritto una mail al questore in cui lo informava dei fatti accaduti – racconta la Tiberi – Abbiamo voluto sottolineare al questore come la casa, come tutta la zona del centro storico, non sia adeguatamente sorvegliata. Le ultime volte non sono entrati per rubare, ma per bivaccare, per bere”.
Non si è fatta attendere la risposta del questore arrivata qualche giorno dopo. “È arrivata con una velocità record, sono rimasta stupefatta – conclude – Lunedì mostreremo la situazione nel nostro palazzo per capire cosa si può fare per risolvere questa situazione”.



