L’AQUILA – Comincerà il prossimo 3 ottobre al tribunale dell’Aquila il processo per frode nelle pubbliche forniture degli isolatori sismici, le “molle” per assorbire i terremoti installate sotto le palazzine del progetto C.a.s.e., il complesso di 4.500 alloggi antisismici costruiti dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Sull’operazione, costata 700 milioni di euro di aiuti europei, si è riscatenata da pochi giorni la polemica per il crollo di un balcone malcostruito da una palazzina di uno dei 19 quartieri tirati su, a Cese di Preturo.
Sul processo-isolatori c’è molto interesse perché, nella fase delle indagini preliminari, in alcuni test tecnici di consulenza dell’accusa, gli isolatori che dovrebbero proteggere gli aquilani da nuove scosse sismiche si sono spezzati durante le prove di laboratorio in California.
Insomma, almeno 200 isolatori oggetto di indagine sui 7.300 complessivi installati rischiano di causare crolli in caso di nuovo, forte terremoto.
In un “antipasto” del processo, causato dalla scelta del rito abbreviato, il responsabile del procedimento di realizzazione del progetto C.a.s.e., Mauro Dolce, è già stato condannato a 1 anno di reclusione, mentre altri due imputati con il rito ordinario saranno ora processati dal giudice Giuseppe Grieco che ascolterà le accuse del pubblico ministero
Si tratta di Gian Michele Calvi, direttore dei lavori, e Agostino Marioni, dirigente di una delle ditte fornitrici, la Alga Spa.
gli isolatori contestati costituiscono una piccola parte della fornitura complessiva che è andata a supportare la costruzione di 4.500 alloggi per 15 mila persone circa.
Altra peculiarità, l’ammissione tra le parti civili del comitato cittadino 3e32 che ha già minacciato una richiesta di risarcimento record, assieme al Comune dell’Aquila, che ha reiterato la scelta in tutti i procedimenti della maxi inchiesta sui crolli del terremoto della procura e su quelle collegate.
In questo caso l’amministrazione ha annunciato che chiederà 2,6 milioni di euro di danni.
Altri tre indagati, erano in tutto sei, sono stati invece scagionati in fase di indagine: Michel Bruno Dupety, presidente del consiglio di amministrazione della Alga Spa; Donatella Chiarotto, presidente della Fip, altra ditta fornitrice; Mauro Scaramuzza, dirigente di quest’ultima azienda.
Dolce e Calvi sono nomi noti agli aquilani: sono già stati condannati in primo grado a 6 anni di reclusione ciascuno assieme ad altri cinque esperti per omicidio colposo e disastro colposo nell’ambito del processo alla commissione Grandi rischi, organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio, di cui erano componenti all’epoca della riunione del 31 marzo 2009, a cinque giorni dalla scossa distruttrice delle 3.32, nella quale, secondo il tribunale, furono date false rassicurazioni agli aquilani, sottovalutando il rischio sismico.
Tra l’altro il 10 ottobre comincerà il processo d’Appello di questo importante procedimento giudiziario che ha fatto discutere i ricercatori e i media di mezza Europa.
A originare il processo è stata un’inchiesta giornalistica di RaiNews24, intitolata A prova di sisma e realizzata dai cronisti Ezio Cerasi e Claudio Borelli, che per primi sostennero l’incompletezza delle prove condotte sugli isolatori.
Il materiale è stato acquisito dalla procura che ha aperto e condotto l’inchiesta giudiziaria: 6 gli indagati iniziali, anche con l’accusa di turbativa d’asta per aver inserito nel progetto isolatori con una tecnologia usata in Italia solo dalle due aziende poi vincitrici, accusa poi venuta meno.
L’inchiesta ha preso in esame l’intera gara per la costruzione di oltre 7.300 isolatori antisimici, con una spesa che supera i 7,1 milioni di euro.
Secondo i periti nominati dal tribunale, quasi 4.900 dispositivi realizzati dall’Alga risultano diversi dalla tipologia offerta in gara. Alberto Orsini



