PESCARA – ”Era una calda e fine estate dell’anno 1943: di colpo la città di Pescara è stata colpita da una tragedia che ha lasciato tutti senza parole; ancora oggi guardando quelle immagini che ci sono pervenute dal passato è possibile capire quanto fosse drammatica la situazione in quel momento. Le bombe squartavano palazzi ed uccidevano persone, e noi vogliamo ricordare quei tristi giorni”.

Così Massimiliano Di Pillo, consigliere comunale, riassume quel tratto di storia drammatica che la città di Pescara andrà a ricordare domenica 31 agosto.

‘Pescara ha memoria’: questo è il titolo dell’evento curato dalla presidenza del Consiglio comunale e dall’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi), il cui presidente a Pescara è Enzo Fimiani, che si svolgerà a partire dalle 21.30 e che vuole ricordare il dolore di una città dilaniata dalla guerra in due settimane di intensi bombardamenti, 71 anni dopo.

Tutto il tragitto che verrà percorso per tappe all’interno della città sarà caratterizzato dal racconto di intere pagine di storia che verranno raccontate ai più giovani per insegnare loro, ma anche ai più anziani che saranno i primi a riportare e descrivere quelle stesse immagini viste con i loro occhi.

Saranno tre gigantografie della città colpita a morte a caratterizzare lo sfondo di una rievocazione che partirà dalla vecchia stazione e si sposterà poi verso il vecchio muro delle ferrovie in corrispondenza del tratto finale di corso Vittorio Emanuele dove ci saranno celebrazioni in vesti ufficiali; in seguito ci si dirigerà verso la sfortunata via Trieste, una delle zone maggiormente colpite da questa triste realtà.

Il percorso si concluderà a piazza della Rinascita o meglio nota ai pescaresi come piazza Salotto, dove ci sarà lo stesso sindaco, Marco Alessandrini, che rivolgerà un suo pensiero ai cittadini; dopo di lui, il microfono verrà lasciato a disposizione di tutti quanti vorranno intervenire ricordando e verrà consentito, a coloro che vorranno, di dare una testimonianza di quanto è accaduto alle nuove generazioni.

”Si tratta di un’iniziativa che mi commuove ed apprezzo molto soprattutto perché utile per recuperare il senso di ciò che è successo ieri per le sfide di domani – dichiara Alessandrini – Non è piacevole parlare di guerra, è una dimensione catastrofica che registra un gran numero di vittime, però è importante conoscere, e oggi noi abbiamo ancora chi può raccontarci i fatti vissuti da un Abruzzo forte che ha resistito di fronte a devastanti bombardamenti”.