LANCIANO – Il fermo dell’imprenditore edile Gaetano Berghella e della collaboratrice, sua sorella Stefania, non è stato convalidato dal gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa.

I fratelli Berghella erano stati fermati dai carabinieri di Lanciano l’11 marzo scorso nella sede operativa di Edilcentro per una presunta estorsione in concorso ai danni di una donna di Frisa, L.T.

I locali della Edilcentro in via Ignazio Silone 15 a Lanciano, dove sarebbe avvenuta la consegna da parte della donna di 3.000 euro in contanti a Stefania Berghella per il saldo di alcuni lavori effettuati in due appartamenti di via Zoccolanti a Lanciano, sono stati dissequestrati.

Il pubblico ministero titolare del fascicolo, Ruggiero Dicuonzo, il mattino successivo al fermo dei due ne aveva disposto con decreto l’immediata liberazione rinviando al gip per la convalida o meno del fermo.

Il provvedimento di non convalida del fermo da parte del gip è arrivato a 24 ore dall’udienza di ieri, nel corso della quale il giudice ha ascoltato le dichiarazioni di Gaetano e Stefania Berghella.

I legali dei fratelli Berghella sono gli avvocati Marco Di Domenico del foro di Lanciano e Gianfranco Milia del foro di Pescara.

LE REAZIONE DEGLI AVVOCATI DIFENSORI

LANCIANO – “È stata accolta in pieno dal gip la nostra tesi difensiva della insussistenza del reato di estorsione: l’accusa era tanto grave quanto infondata”.

È quanto dichiara il legale dei fratelli Berghella, Marco Di Domenico, a proposito della decisione del gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, di non convalidare il fermo dell’imprenditore edile Gaetano Berghella e della collaboratrice, sua sorella Stefania, operato l’11 aprile scorso dai carabinieri di Lanciano per una presunta estorsione in concorso ai danni di L.T., una donna di Frisa.

“Non sussiste reato di estorsione – aggiunge Di Domenico, che con l’avvocato Giuliano Milia del foro di Pescara compone il collegio difensivo dei fratelli Berghella – si tratta di mera evasione fiscale priva di rilevanza penale. Quindi l’arresto – conclude Di Domenico – non andava effettuato per mancanza del reato contestato”.

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