L’AQUILA – “Ci associamo alle parole del presidente Giorgio Napolitano per le vittime del terremoto dell’Aquila che non dimentichiamo, in particolar modo il nostro studente palestinese, Hussein Hamade, che era al primo anno di medicina”.

 È il pensiero del presidente della Co-Mai, comunità del mondo arabo in Italia, e dell’associazione medici di origine straniera in Italia, Foad Aodi, in occasione del secondo anniversario del terremoto dell’Aquila.

Hamade è stato l’unica vittima tra le diverse decine di studenti israeliani, in maggioranza della comunità araba, che si trovavano all’Aquila al momento della tragedia.

I suoi funerali sono stati celebrati il 10 aprile nel villaggio di origine in Galilea.

“Nel mio discorso al funerale – ha ricordato Aodi – ho detto che la morte di Hussein Hamade deve essere di stimolo ai nostri giovani per continuare a studiare e a scegliere l’Italia e L’Aquila come paese di studio e per non scoraggiarsi nonostante le difficoltà che sta attraversando la città dell’Aquila e che il rettore cerca di risolvere. L’invito è stato accolto dalla maggioranza degli studenti che continuano a studiare all’Aquila: negli ultimi anni il numero di studenti arrivati da Israele e Palestina è aumentato”.