PESCARA – “Come Cesare Prandelli anche Nazario Pagano avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni, a seguito della sconfitta, anzi della mazzata, che abbiamo preso alle elezioni regionali”.

A parlare è il neo capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Mauro Febbo, che non perde occasione di punzecchiare il presidente regionale del partito e di alzare il livello della dialettica alla vigilia del Comitato ristretto che si svolgerà oggi alle ore 18.30 a Pescara, all’Hotel Vittoria.

Oltre a Pagano, parteciperanno gli otto vice presidenti, i quattro coordinatori provinciali, Antonella Di Nino (L’Aquila), Maurizio Brucchi (Teramo), Lucio Petrocco (Pescara) e Tiziana Magnacca (Chieti), i neo consiglieri regionali eletti e anche numerosi candidati non eletti.

I senatori abruzzesi Fabrizio Di Stefano e Paola Pelino saranno della partita, mentre Antonio Razzi ha dato forfait per un impegno a Parigi.

Dopo le dure schermaglie con la corrente di Alleanza nazionale che fa capo proprio a Febbo, Pagano si è visto rinnovare la fiducia dal presidente nazionale del partito Silvio Berlusconi ed è il primo a considerare non più rinviabile una svolta dopo la batosta elettorale.

“Dobbiamo tornare tra la gente – ha ribadito – rinnovare il partito con nuove figure che provengono dalla società civile, creare modi nuovi attraverso i quali le persone possano partecipare attivamente alla vita pubblica”.

E Febbo la pensa allo stesso modo, aggiungendo però che chi ha commesso errori deve fare un passo indietro e pagare pegno.

“L’errore principale in Abruzzo – esplicita Febbo –  è stato commesso nella compilazione delle liste dei candidati alle Regionali, con scelte verticistiche, e calate dal’alto, sbagliate”.

“Grave errore lo ha poi commesso il nostro governo regionale: si è esagerato con il risanamento contabile, abbiamo fatto più di quello che ci era richiesto – aggiunge poi con una chiara stilettata anche all’ex governatore Gianni Chiodi – Avremmo potuto centrare ugualmente l’obiettivo del risanamento del debito sanitario, senza tutti i sacrifici che abbiamo imposto agli abruzzesi in un momento di crisi, perdendo inevitabilmente consensi”, sottolinea.

E Febbo, ancora in velata critica con Pagano, avrebbe voluto convocato per oggi non un comitato ristretto, ma un “consiglio regionale del partito”, allargato anche tutti sindaci e i capogruppi dei Consigli comunali dei centri sopra i 15 mila abitanti.

“Il rilancio del partito – conclude Febbo – lo possiamo ottenere coinvolgendo i nostri amministratori locali, valorizzando le loro capacità radicamento nei territori”. Filippo Tronca