CHIETI – Il tentativo di riallacciare una relazione sentimentale con l’ex fidanzata è finito con l’omicidio di un anziano medico, Paolo Abbruzzese, di 92 anni, e il tentato suicidio dell’assassino: a fare tutto in meno di un’ora è stato un operaio romeno, Ioan Damir (24), residente a Casalanguida (Chieti), che forse aveva previsto tutto, visto che portava con sé non solo un anello per riconquistare l’ex, ma anche delle forbici; il giovane è stato arrestato ieri per omicidio volontario.

L’intera vicenda è stata ricostruita solo oggi nella sua complessità grazie ai particolari forniti dai Carabinieri di Chieti in una conferenza stampa tenuta dal capitano Emanuele Mazzotta, comandante del Nucleo Investigativo del Comando provinciale, e dal tenente Livio Lupieri, comandante della Compagnia di Chieti.

L’operaio, un precedente per lesioni ed un arresto per mancata ottemperanza ad un provvedimento di espulsione nel 2006, voleva a tutti i costi riallacciare la relazione sentimentale con Vasilica (28), anche lei romena, cominciata in Romania nel 2003 e interrotta due anni fa, sembra per le violenze da parte dell’uomo.

Quando si è presentato a Chieti davanti all’abitazione del medico presso il quale la donna lavorava da circa un anno, portava con sé un anello con brillantino: ma proprio l’anziano l’ha invitato ad andarsene, scatenando la sua violenta e incontrollata reazione, sfociata nell’omicidio, compiuto con le forbici, acquistate poco prima. Damir, nei momenti concitati seguiti al delitto ha raggiunto l’ex fidanzata nella stanza in cui quest’ultima aveva provato a barricarsi, dicendole “adesso dobbiamo buttarci insieme dalla finestra” e, lui per primo, ha provato a spingerla oltre il davanzale, ma senza riuscirci.

Allora lei, compresa la gravità del momento, lo ha convinto che sarebbe stato meglio fuggire, insieme. In realtà, giunti sulla porta di casa, con il medico che giaceva sul pavimento ormai privo di vita, la ragazza ha provato a chiudersi in casa, ma Damir l’ha presa di peso e trascinata per le scale dove, nel frattempo, era arrivato l’attuale fidanzato di Vasilica, anche lui romeno: vista la scena, ha avuto una violenta colluttazione con Damir che comunque è riuscito a fuggire, facendo perdere per un’ora circa le sue tracce.

Nel corso della fuga l’operaio si è disfatto dell’arma del delitto. Poi, raggiunto un casolare abbandonato, ha tentato il suicidio provando ad impiccarsi ad una trave con i lacci delle scarpe, ma la corda improvvisata non ha retto. E quando una pattuglia dei carabinieri lo ha individuato il giovane ha alzato le mani e detto loro “sono stato io”.