L’AQUILA – Non si sa ancora a chi verranno assegnate le cariche di garanzia del nuovo governo regionale, ovvero quelle del vice presidente del Consiglio, del presidente della commissione di Vigilanza e del consigliere segretario.
Il neo consigliere del Movimento 5 stelle, Sara Marcozzi, candidata dei pentastellati alla presidenza della Regione, ha un sospetto: “La maggioranza di centrosinistra potrebbe mettersi d’accordo, con un voto bipartisan in aula per far fuori il M5s e assegnare tutte e tre le cariche a esponenti di Forza Italia, Nuovo centro destra o anche Abruzzo futuro”.
“Sentiamo aria di inciucio – conferma ,la Marcozzi ad AbruzzoWeb – temiamo che il presidente Luciano D’Alfonso voglia limitare il più possibile la nostra attività di opposizione e la nostra capacità di controllo, ammainando le bandiere di guerra con il centrodestra”.
“E magari poi spiegheranno che quelle cariche spettano alla prima forza di coalizione, ovvero a Fi, Abruzzo futuro e Ncd, che sommano 7 consiglieri, e non al primo gruppo consiliare di opposizione, il Movimento 5 stelle con 6 consiglieri, come invece sarebbe giusto che sia”.
Però, assicura la Marcozzi, quella dei pentastellati in Regione non è sete di potere.
“Si tratta di tre ruoli chiave per poter fare una efficace opposizione – spiega – visto che il vice presidente del Consiglio, oltre a sostituire il presidente della Regione nelle sedute, partecipa, con i due consiglieri segretari, all’ufficio di presidenza, dove si delibera sull’organizzazione del personale, sulla gestione dei fondi di funzionamento, sulla gestione dei patrocini. La commissione di Vigilanza, poi, ha un grande potere di controllo su tutti gli atti dell’esecutivo regionale e sull’attività degli enti e delle aziende dipendenti dalla Regione”.
E allora, la grillina lancia il guanto di sfida a D’Alfonso: “Si è presentato come uomo del rinnovamento, ha promesso un’amministrazione trasparente e dunque non dovrebbe avere nessun timore ad affidare a noi, cittadini non portatori di interesse, che non dipendono dalle lobby, quegli organi di garanzia, che utilizzeremo per un controllo e una verifica ferrei e implacabili della sua azione di governo”.
Anche perché per la Marcozzi “a guadagnarci sarebbero i cittadini, visto che rinunceremo alle indennità aggiuntive spettanti per quell cariche, che oscillano tra i 1.000 e i 2.000 euro mensili. Inoltre, come promesso – sottolinea – ci ridurremo le indennità da consigliere dagli 11 mila ai 5 mila euro lordi, utilizzando dei 4.500-4.100 euro forfettari per rimborsi spese, solo quelli strettamente necessari. E tutti rigorosamente rendicontati. Con i soldi risparmiati istituiremo un fondo di garanzia per la piccola e media impresa, al fine di consentire agli imprenditori in difficoltà di accedere ai prestiti bancari e di risollevarsi”.
Dopo aver fortemente criticato la composizione della nuova Giunta, definita un “monocolore in pieno stile renziano del ‘qui comando solo io’, composta da vecchie facce che hanno creato grossi problemi all’Abruzzo e che ora dicono di volerli risolvere”, la Marcozzi getta le basi per possibili convergenze.
“Noi non siamo quelli che dicono sempre no, il problema è che spesso ci costringono a farlo. Sulle buone idee siamo pronti a collaborare – assicura – D’Alfonso ha detto per esempio che vuole ‘coccolare i pazienti degli ospedali’. Bene: parta allora nella sua azione di governo dalla Sanità dove si verificano grandissimi sprechi, dove bisogna garantire subito servizi adeguati ai cittadini e non, come al solito, dalle grandi opere”.
“Ha detto che ‘non permetterà agli Ufo di atterrare sul nostro mare’, ovvero si è detto contrario ai progetti di estrazione petrolifera nel mare Adriatico. E allora lo dimostri con i fatti – insiste – Vuole modificare la legge elettorale e anche noi lo vogliamo, perché con questa legge le uniche donne elette siamo state Marinella Sclocco e io”.
E poi, per la candidata presidente grillina, che ha raccolto il 21,33% nella corsa alla presidenza, giungendo terza, va detto “basta a coalizioni con 8 liste e 250 candidati, che servono solo a vincere sui numeri e con portatori di voti, piuttosto che sui programmi e le competenze”.
Ultima curiosità. “Ha ricevuto una telefonata da D’Alfonso?”, “No. Non ci chiama nessuno”, la risposta glaciale.




