PESCARA – I proprietari delle barche ormeggiate nel porto Marina di Pescara pagano secondo contratto, per essere poi costretti a non uscire in mare.
È questa la beffa del porto turistico di Pescara, in cui utenti, soci, proprietari di barche e regatanti sono inferociti per il pesante insabbiamento dell’ingresso del Marina, a cui si è sempre provveduto poco, che impedisce l’uscita e l’entrata delle barche a vela.
La comunicazione dell’inconveniente ai proprietari dei posti barca c’è stato questo mese da parte della direzione del Porto turistico: in una e-mail si avvertiva che “visto lo stato di insabbiamento del canale di accesso e uscita, si sconsiglia il transito alle imbarcazioni dal pescaggio superiore a un metro e mezzo. Il Marina di Pescara declina ogni responsabilità per comportamenti difformi a tale prescrizione”.
“Un messaggio freddo e distaccato, nessuno ha invitato noi armatori a un incontro per spiegare una situazione in cui noi non abbiamo alcuna colpa”. Questa la reazione degli utenti che si trovano costretti a subire un paradosso.
I proprietari del posti barca, infatti, sono locatari per un certo numero di anni. I posti barca, assieme al Porto turistico, vengono gestiti dal Marina di Pescara.
I locatari fanno quindi un contratto con il Marina, che garantisce, in cambio, servizi come l’ormeggio, l’entrata e l’uscita dal porto e anche una profondità di fondale di tre metri all’uscita.
Questi tre metri, però, non sono mai stati effettivi, e, a causa delle mareggiate che accumulavano sabbia, ogni tanto qualcuno si arenava.
L’ultimo dragaggio, inoltre, è stato effettuato nel 2007, quindi l’accumulo di sabbia ha complicato ancora di più l’uscita dal Porto.
“Negli ultimi mesi – dichiarano alcuni utenti – non è stata presa alcuna decisione e l’ormeggiatore del porto faceva da scorta per entrare e uscire dall’imboccatura perché, comunque, il Marina in caso di danno è penalmente responsabile. Fin quando il pescaggio è diventato di un metro e mezzo, che ha impedito alla stragrande maggioranza delle imbarcazioni di poter uscire in mare”.
“Si tratta di una situazione paradossale – continuano i proprietari imbufaliti – perché recentemente è anche aumentato il canone del 43 per cento per il condominio, che permette l’utilizzo dell’acqua, la luce e servizi vari. Sono stati aumenti ingiustificati, senza un riscontro di maggiori servizi come il dragaggio”.
“Inoltre – proseguono ancora – una settimana fa è apparso sulla stampa un articolo in cui il presidente della Camera di commercio, titolare della gestione del Marina, espone soddisfatto un bilancio positivo della struttura, omettendo che ciò è accaduto grazie all’aumento del canone”.
Certamente, in tutta questa situazione l’arrivo della bella stagione, che provoca un aumento delle basse maree, non ha aiutato.
Il Comune e la società di gestione si sono messi d’accordo per porre rimedio alla situazione, ma i tempi sono quelli che sono e, con estrema probabilità, insomma, tutti rimarranno bloccati nel Porto fino a giugno.
Il 1° marzo, infatti, è stato firmato il Protocollo di intesa con il Comune di Pescara per il dragaggio del canale di accesso al Marina, per favorire il ripascimento di un tratto del litorale marino.
La scorsa settimana, inoltre, è stata svolta la gara per i lavori di dragaggio e ripascimento da parte dell’amministrazione comunale, che interesserà l’imboccatura del Porto turistico.
Le procedure amministrative avranno una durata di circa un mese e quindi è presumibile che i lavori inizieranno a fine aprile, per terminare, appunto, a giugno.
“Le conseguenze – concludono gli armatori – riguardano centinaia di persone. Sono inanzitutto danni d’immagine al Porto turistico. Viene penalizzata l’attività sportiva e agonistica, con l’annullamento delle regate previste e l’impossibilità di allenamento per le barche che parteciperanno ai campionati italiani e del mondo. La situazione compromette, inoltre, le attività delle barche Charter e le scuole di patente nautica e di vela d’altura”.
LA STORIA
L’avvio della costruzione del Porto turistico di Pescara è cominciato nel giugno 1984 grazie alla Camera di commercio.
Nel 1988, lo stesso Ente ha costituito un proprio organismo interno di gestione, l’azienda speciale Porto turistico di Pescara, che si è occupata di completare e gestire il Marina.
Il 4 gennaio 2003, infine, la Camera di commercio ha assegnato l’azienda speciale Porto turistico alla società unipersonale Marina di Pescara Srl.






