PESCARA – “La novità introdotta dal decreto ‘mille proroghe’ e dalla successiva circolare della presidenza del Consiglio sull’obbligo per la singola Regione colpita da una calamità naturale di provvedere alle risorse per gli interventi necessari al ripristino ed alla ripresa, attraverso manovre di bilancio, appare come una norma incomprensibile ed ingiusta”, lo ha dichiarato ieri in una nota il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni.

A tale nota si affiancano anche le Cisl Abruzzo e Marche, nelle persone dei segretari generali Maurizio Spina e Stefano Mastrovincenzo, i quali hanno evidenziato “gli effetti devastanti delle alluvioni al confine tra le due regioni e la ingiusta pretesa del Governo di intervenire attraverso la tassazione locale, venendo meno allo spirito di solidarietà che si evidenzia in queste occasioni”.

“Non è questo – dicono – lo spirito del federalismo che vogliamo. Lo stesso Bonanni trova la disposizione incomprensibile, perché non è inserita in alcun quadro di federalismo solidale, condiviso tra stato e regioni, ingiusta perché proprio i cittadini e le imprese delle aree danneggiate verrebbero così ulteriormente penalizzati dall’aumento della pressione fiscale, come accadrebbe per le nostre regioni colpite duramente pochi giorni fa da un’eccezionale ondata di maltempo, a causa del quale è stato riconosciuto dal Governo lo stato di emergenza”.

“Chiediamo al Governo – ha concluso Bonanni- di rivedere la norma prevedendo la possibilità, da parte delle Regioni colpite da calamità naturali, di attingere direttamente alle risorse del fondo nazionale della Protezione civile, evitando una pesante manovra fiscale che rischierebbe di aggravare una crisi produttiva, occupazionale che, in Abruzzo e nelle Marche, è stata particolarmente intensa proprio nelle aree devastate dalle alluvioni”.

I segretari della Cisl Abruzzo e Marche hanno richiesto al segretario generale nazionale Bonanni di “far sentire la propria voce nei confronti del Governo e del ministro competente per un intervento urgente in grado di evitare questa nuova ingiusta imposizione”.