L’AQUILA – “La nostra regione ha il triste primato dei suicidi nelle carceri: numerosi a Sulmona, poi segue Teramo, ma in tutte le carceri della regione si sono riscontrati suicidi di detenuti. Una triste contabilità, che dovrebbe far riflettere tutti su ciò che esse sono diventate: discariche umane, dove non vengono più rispettati i minimi diritti”.

Così in una nota Giulio Petrilli, responsabile provinciale Pd dipartimento diritti e garanzie.

Per Petrilli si tratta di “persone abbandonate lì, in spazi angusti e sovraffollati, senza assistenza sanitaria, senza più neanche le cose minime che prima venivano garantite, per esempio la carta igienica e il dentifricio. Il lavoro interno – spiega – ha avuto un taglio del 70 per cento, questo vuol dire che chi non ha i soldi che gli versano i familiari, vive senza nulla, neanche con l’aria, visto che in alcune celle si hanno a disposizione due, massimo tre metri quadri a persona”.

“La privazione della libertà personale – aggiunge – è quindi accompagnata da una sofferenza indicibile, di ore che non passano mai e allora il suicidio per molti diventa una liberazione”.

“Nella nostra regione – sostiene Petrilli – la disattenzione a questa problematica è talmente alta, che è una delle poche che non ha ancora istituito il garante regionale dei detenuti. Sul fronte sanitario potrebbe intervenire e potenziarlo, invece nulla. Non c’è stato mai in Consiglio regionale, un ordine del giorno per discutere del problema carceri in Abruzzo. Spero che ciò avvenga al più presto e le forze politiche e i consiglieri regionali decidano di affrontare seriamente il tema dei diritti dentro le carceri abruzzesi e protestare e stimolare il governo nazionale affinché faccia qualcosa”.

“Voltaire – conclude l’esponente democrat – diceva che la civiltà di una nazione si riscontra dallo stato delle proprie carceri, le nostre iniziano a far invidia a quelle dei paesi più arretrati e dittatoriali”.