L’AQUILA –  Nei giorni 28 e 29 maggio si è tenuto a L’Aquila il seminario ‘Un’agenda urbana per l’Italia’ presso il Gran Sasso science istitute.

Un’iniziativa che ha voluto mettere in luce il ruolo centrale che le città stanno ricoprendo nelle politiche nazionali ed europee.

“La Commissione europea – ha spiegato ad AbruzzoWeb Antonio Calafati, economista urbano e professore presso il Gssi – ha lanciato da 2 anni il progetto ‘città del domani’. Con questo progetto l’Europa ha messo in primo piano la necessità di un’agenda urbana per i vari Stati dell’Unione per preparare le città al futuro”.

Un progetto che riguarda tutti i Paesi dell’Unione “ognuno chiamato a riflettere sullo stato delle proprie città e a immaginare politiche alternative per affrontare le sfide che si stanno presentando in questi anni”.

“La presentazione di questi progetti è prevista per la fine dell’anno durante il semestre di presidenza italiano – ha continuato il docente – L’Italia sta lavorando molto alla costruzione dell’agenda urbana e come comunità scientifica abbiamo pensato di organizzare questi seminari in varie città d’Italia”.

Una specie di convegno itinerante tra le varie città italiane, quindi, in cui i ricercatori e gli studiosi di tutta Italia hanno la possibilità di presentare i propri studi e progetti.  Soprattutto tenendo in considerazione l’importanza dell’argomento trattato.

“L’agenda urbana – spiega Calafati – prevede sia interventi di politica ordinaria che straordinaria. Nei fondi strutturali europei c’è stato un consistente aumento dei fondi che sono stati destinati alle città. Per città, logicamente non intendiamo solo la parte materiale di queste, ma anche i problemi come la disoccupazione, l’emarginazione e l’immigrazione. Problemi cruciali in questi anni. In questa periodo ci sono città in grandissima difficoltà”.

“Ci sono enormi differenze tra città e città della nostra penisola, bisogna capire come intervenire per recuperare le situazioni peggiori. In Italia ci sono molti esempi di città che versano in gravi condizioni, ma qualcosa può cambiare”, prosegue.

I due giorni aquilani hanno sicuramente una grande importanza sia da un punto di vista scientifico, sia per quanto riguarda il dialogo con le istituzioni. “Il convegno svolto a L’Aquila, come gli altri che si sono tenuti negli scorsi mesi a Milano e Bologna, vuole rappresentare il contributo della comunità scientifica che sta presentando analisi e ipotesi di intervento – prosegue ancora Calafati – L’iniziativa organizzata qui all’Aquila è stata quella con la maggiore partecipazioni. Sono intervenuti molti gruppi di ricerca di altissimo livello provenienti soprattutto dall’università Iuav di Venezia e dall’università Milano-Bicocca”.

Inoltre un’interazione con le istituzioni è già in corso – ha sottolineato l’economista – Al seminario erano presenti e sono intervenuti anche rappresentanti delle istituzioni come Paola Casavola e Marco Magrassi del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica e Giovanni Vetritto del Dipartimento della funzione pubblica”.

Questo contributo presentato dalla comunità scientifica è comunque volto a sostegno delle decisioni che saranno prese, in ultima istanza, dal governo.

“Il processo decisionale ha la sua autonomia – ha concluso Calafati – Il Gssi è un centro di ricerca e per questo necessariamente distante dai processi prettamente politici, ma quello che stiamo creando è una rete di sostegno intellettuale alle politiche decisionali. Presenteremo i risultati delle nostre ricerche e metteremo a disposizione la nostra conoscenza, ma logicamente la strada da seguire sarà scelta dalla politica”.