L’AQUILA – Dopo la scalinata di San Bernardino, questa mattina è stata ripulita quella di Costa Maciarelli. Il popolo delle carriole è tornato a valicare le transenne della zona rossa per “riprendere” il centro dell’Aquila.
Una quarantina tra volontari e cittadini stamattina con tanto di carriole, ramazze, rastrelli, guantoni da lavoro e persino mascherine per evitare di respirare le polveri di eternit sprigionate dai crolli, ha voluto “ridare dignità” ad uno degli scorci più suggestivi della città.
Il movimento spontaneo, nato poco più di anno fa, questa mattina intorno alle ore 10.30 si è ritrovato alla villa comunale e ha poi attraversato il cuore della città per superare le barriere all’altezza di piazza Duomo e raggiungere Costa Masciarelli.
“la città è puntellata e messa in sicurezza – ha detto la professoressa Patrizia Tocci – ma effettivamente è chiusa ai suoi cittadini. Ci sono militari e posti di guardia ovunque, le zone del centro sono in gran parte inaccessibili. Abbiamo bisogno di riappropriarci della città in cui siamo nati e vissuti”.
Alla manifestazione di stamattina hanno preso parte anche alcuni esponenti di Legambiente e diverse donne che abitavano in centro e sono tornate nella zona con un fiore in mano.
Nella prima parte della mattinata c’è stato un intervento dello storico Antonio Gasbarrini su due importanti personalità legate alla scalinata di Costa Masciarelli: Serafino aquilano e Ieronimo Pico Fonticulano.
“Serafino è nato proprio qui – dice Gasbarrini, indicando coll’indice via Cimino – è morto a Roma nel 1500 e lì seppellito nella chiesa di Santa Maria del popolo. E’ stato ritratto persino da Raffaello, tale era la sua importanza in Italia. E’ stato il più grande poeta del Quattrocento italiano”.
Nato all’Aquila nel 1466, Serrafino era del casato “de’ Ciminelli”, ma è più noto col nome della terra natale. Visse a Napoli, a Roma, a Milano, festeggiato dalle corti, prediletto da Isabella Gonzaga.
“Un vero e proprio latin lover” lo definisce Gasbarrini. “Per amore delle donne durante la sua vita ha ricevuto persino un paio di coltellate”.
Nella mattinata di ieri sono state lette anche alcune sue rime e in particolare alcuni strambotti. La produzione poetica di Serafino comprende epistole amorose in terza rima, tre egloghe pastorali, due atti scenici (detti dell’Oroscopo e dell’Orologio) e una Rappresentazione allegorica della Voluttà, Virtù e Fama (recitata alla corte di Mantova tra il ’95 e il ’97), nonché rime varie (sonetti, strambotti, barzellette, capitoli ternari) pubblicate a Roma postume nel 1502.
“Il secondo personaggio che ho voluto ricordare stamattina è Ieronimo, di cui pure abbiamo letto alcuni brani – conclude Gasbarrini – E’ stato lui a progettare questa scalinata nel 1573 . Ha anche ristrutturato palazzo Margherita d’Austria e molto importanti sono alcune piante della città disegnate di suo pugno”.



