MARTINSICURO – Sono finiti in manette altri quattro componenti della banda albanese che ricettava ori, abbigliamento griffato e apparecchiature multimediali rubati nel teramano e nell’ascolano.

I carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Alba Adriatica (Teramo) coordinati dal capitano Pompero Quagliozzi e diretti dal luogotenente Gregorio Camisa, ha sotto posto a fermo di polizia in carcere Roberto Tota di 25 anni, Kleydi Karay di 22 e Asrian Hasani di 32, tutti albanesi senza fissa dimora e con precedenti specifici accusati di concorso in ricettazione, oltre ad Anamaria Calin di 22, romena, che ospitava i quattro malviventi nella sua abitazione di via Donizzetti a Villa Rosa di Martinsicuro (Teramo).

È proprio nella casa della Calin che i carabinieri hanno fatto irruzione. Alla vista dei militari la banda ha cercato di assumere un comportamento tranquillo. I militari hanno però subito buttato l’occhio su un personal computer nuovo di zecca. La romena aveva tentato di far credere di esserne la proprietaria ma quando le è stato imposto di accendere il pc, nello sfondo del monitor è apparsa l’immagine di una coppia di sposi con alle spalle la Fontana di Trevi. A quel punto i militari hanno avuto la certezza che si trattava di un portatile rubato.

Nella perquisizione è emerso altro materiale per un valore di circa 15mila euro rubato nelle Marche. Inoltre, la banda era in possesso di un mazzo di chiavi di una Ford Fiesta che, grazie alle indagini, è stato accertato appartenere ad un uomo di Castel di Lama (Ascoli Piceno) che ne aveva denunciato il furto.

L’auto era stata parcheggiata nel piazzale della stazione ferroviaria di Alba Adriatica (Teramo) e veniva utilizzata per i furti con scasso. Nel bagagliaio, infatti, sono stati trovati nascosti picconi, mazze, cacciaviti, guanti e c’erano pure tracce di calcinacci. La gang albanese era esperta in furti di casseforti, come poi è stato accertato in un caso. L’oro rubato, sarebbe stato invece fuso in lingotti da trasferire in Albania dove il metallo giallo è molto quotato ed apprezzato.

Sono in corso indagini con l’Agenzia delle entrate anche per accertare la regolarità del contratto di locazione dell’appartamento occupato dai malviventi. Infine, va detto, che uno dei tre albanesi, Adrian Hasani è stato colpito da ben due ordinanze di carcerazione: uno del tribunale di Lodi che lo ha condannato in via definitiva a 12 mesi di reclusione per lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale e l’altro, firmato dal gip del distaccamento di tribunale di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), per violazione della legge sull’immigrazione.
L’uomo, infatti, che avrebbe dovuto ottemperare all’obbligo di firma e che era stato già espulso dal territorio nazionale, aveva disatteso all’ordine del magistrato. Si trova ora in carcere a Marino del Tronto (Ascoli Piceno), mentre gli altri tre a Teramo.