L’AQUILA – Paura a Castelvecchio Subequo (L’Aquila) per una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 che questa notte alle 23.23 ha svegliato tutti gli abitanti del paese.

Il terremoto è stato localizzato dalla rete sismica nazionale dell’Ingv nel distretto sismico Velino-Sirente e ha avuto una profondità di 7,7 chilometri.

L’epicentro in una zona montuosa, al centro tra gli abitati di Castelvecchio, Castel di Ieri, Collarmele e Cocullo.

Alcune persone, terrorizzate, sono scese in strada, per poi tornare a dormire nelle loro abitazioni.

LE REAZIONI DELLA POPOLAZIONE

L’AQUILA – È tornata la paura nella Valle Peligna dopo la scossa di terremoto di magnitudo 3.1 registrata alle 23.23 di ieri.

L’epicentro è stato localizzato nell’area del Monte Velino, tra Castel di Ieri (L’Aquila) e Collarmele (L’Aquila), ad una profondità di circa otto chilometri.

Molte persone, spaventate, sono uscite di casa a Sulmona, Pratola Peligna, Raiano e più di qualcuno ha passato la notte in automobile.

“Era prima di mezzanotte – racconta Salvatore Liberatore, del Bar Just Cafè di Pratola Peligna – quando ho avvertito un frastuno e un movimento sotto il letto. Dapprima ho pensato al transito delle macchine, ma poi mi sono reso conto che era stata una scossa. Dopo un po’ mi hanno chiamato gli amici al telefono confermandomi che il terremoto c’era stato nella zona tra il Velino e il Sirente. In giro si è vista un po’ di gente, nonostante il freddo. A meno 4 chi ha passato la notte fuori casa ha sofferto un po’”.

“Anche a Sulmona la notte è stata alquanto agitata: “Sì – dice Andrea D’Agostino, del Bar Centrale – la paura c’è stata e più di qualcuno ha preferito restare in giro a lungo dopo la scossa. Ora, per fortuna, la situazione è tranquilla”.

SINDACO PRATOLA: ”ORA EDIFICI IN SICUREZZA”

PRATOLA PELIGNA – Il sindaco di Pratola Peligna (L’Aquila), Antonio De Crescentiis, ha evidenziato la necessità di partire al più presto con una consistente azione di prevenzione e di messa in sicurezza degli edifici a rischio nei paesi della Valle Peligna.

Il primo cittadino De Crescentiis ha sottolineato che: “il Governo ha di recente stanziato per l’Abruzzo 2 milioni e 800 mila euro per la prevenzione sismica. Non è una cifra elevata, ma può essere il punto di partenza affinché sia finalmente avviata una campagna di sensibilizzazione per la mitigazione del rischio sismico. Bisogna fare tutto il possibile affinché nell’Abruzzo interno non si ripeta un secondo 6 Aprile 2009”. 

Pratola Peligna è stato forse il centro dove c’é stata maggior mobilitazione subito dopo la scossa di ieri sera. La gente è uscita dalle case, soprattutto le persone che abitano ai piani alti degli edifici che hanno avvertito il terremoto in maniera più distinta.

“Non nego – ha continuato il sindaco – che all’inizio c’é stata molta preoccupazione, si pensava che il sisma si fosse spostato in Valle Peligna, nella faglia del Morrone. Poi quando è giunta la notizia che l’epicentro era sul Monte Velino, la gente si è tranquillizzata e tutti sono rientrati nelle case. Da quel che mi risulta nessuno ha dormito in macchina o nelle casette di campagna”.

ESPERTO INGV: ”SCOSSA LIEVE, NO ALLARME SI’ PREVENZIONE”

L’AQUILA – Il terremoto avvenuto nella notte scorsa a Castelvecchio Subequo, di magnitudo 3,1, “è stato abbastanza lieve” e la rottura della faglia che l’ha provocato, ha proseguito Mele, è stata “molto piccola. Di poche decine di metri, al massimo un centinaio”.

Lo ha affermato il funzionario di Sala simica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Francesco Mele.

“In Italia i terremoti di questo tipo sono circa 150 l’anno, al ritmo di uno ogni due o tre giorni – ha detto ancora l’esperto – Non ci si può allarmare per terremoti di questa magnitudo. Bisogna piuttosto considerare che “tutta l’area attorno a Sulmona è ad alto rischio sismico”, catalogata nella fascia di livello 1, mentre la zona dell’Aquila rientra nel livello 2.

“Attualmente – ha detto ancora – ogni previsione è fondata solo su periodi lunghissimi”, sulla base che in certe aree è possibile che si accumuli una certa energia.

“Per questo – ha concluso – bisogna puntare sulla prevenzione, facendo tutto quello che è possibile per costruire con criteri antisismici e per mettere in sicurezza le case esistenti”.