L’AQUILA – “Nella giornata internazionale per l’aborto sicuro siamo di nuovo in piazza per rivendicare il nostro diritto all’aborto libero sicuro e gratuito, rispondendo alla chiamata nazionale di Non Una di Meno. Mai come in questo momento il diritto all’aborto è messo in discussione”. Lo si legge in una nota di Fuori Genere.
“La presidente del consiglio e il governo”, è scritto nella nota, “dicono di non voler toccare la Legge 194 ma a più di 40 anni dalla sua introduzione , il diritto all’aborto è quotidianamente negato, anche sul nostro territorio: attraverso l obiezione di coscienza e i cronici tagli al sistema sanitario nazionale viene imposta ancora oggi a troppe donne e ad altre soggettività una maternità non scelta e non voluta, carica di stigma sociale e solitudine, in nome di politiche reazionarie “Dio patria e famiglia”. Ribadiamo il nostro no ad un sistema sanitario che non ci riconosce e che non riconosce il nostro diritto all’autodeterminazione! Vogliamo scegliere noi se essere madri o se essere donne e persone libere di usufruire dell’interruzione volontaria di gravidanza, senza per questo dover farne un calvario o una cicatrice emotiva profonda”.
“La presenza, capillare, di medici e personale sanitario obiettore (oltre l’80% in Abruzzo), l’ingerenza violenta e oppressiva di organizzazioni confessionali e antiscelta nei luoghi decisionali della politica e la cronica mancanza di strutture che praticano aborti rendono l’accesso a questo diritto una corsa ad ostacoli che spesso obbliga a spostarsi in un’altra città. Ancora una volta saremo in piazza per ribadire che i nostri corpi non sono proprietà di nessuno: siamo stanche di essere considerate incubatrici al servizio di una politica dalla chiara matrice fascista, la cui priorità è il controllo sui corpi delle donne e delle persone con utero che una volta incinte vengono abbandonate dallo stato alla solitudine dell’accudimento, alla violenza ostetrica e ad una medicina modellata sul maschio bianco cis che non tiene conto delle differenze di genere”.
“Ribadiamo ancora una volta che vogliamo un libero accesso all’aborto, alla contraccezione gratuita e ad un’assistenza sanitaria pubblica e gratuita che tenga conto delle soggettività coinvolte e che si preda realmente cura della persona! Inoltre, ad oggi all’Aquila, come in molte strutture sanitarie d’Italia, non è possibile avere accesso a dati sull’interruzione volontaria di gravidanza aperti, chiari e aggiornati come un sano stato di diritto richiederebbe. Contro governo, fascisti, pro vita e Chiesa che mirano ad annientare la libera scelta e il consenso su maternità, aborto, genitorialità, sessualità, desiderio, Giovedi 28 settembre alle 17.30 saremo nella rotonda antistante l’ospedale San Salvatore dell’Aquila al grido storico di “IL CORPO È MIO E DECIDO IO” per continuare a rendere viva una pratica quotidiana di lotta e autodeterminazione. Vogliamo molto più di 194, più consultori pubblici e un aborto libero e sicuro per tutte!”.






