L’AQUILA – “Questo pomeriggio incontrerò il vice commissario Cicchetti per verificare se ci sia la possibilità di alloggi della Protezione civile dove i ragazzi possano essere ospitati. Contestualmente vedrò se ci siano i termini per la riapertura del bando per alloggio e borse di studio a cui questi studenti possano partecipare”.

Sono due le vie che il commissario straordinario dell’Azienda per il diritto agli studi universitari, Francesco D’Ascanio, cercherà di sondare per trovare una soluzione all’espulsione dei nove studenti (sei ragazzi e tre ragazze) dalla residenza universitaria dell’ex Campomizzi. La loro colpa: aver fumato una sigaretta nella sala studio della residenza.

Il commissario D’Ascanio questa mattina ha incontrato i nove ragazzi espulsi, da ieri ospiti alcuni in casa di amici, altri in alcuni container messi a disposizione della Protezione civile, che si sono ritrovati davanti alla caserma Campomizzi, insieme al loro avvocato, Wania Della Vigna.

“Un provvedimento abnorme rispetto al fatto contestato – ha sottolineato l’avvocato – La cosa più grave è che oltre alla revoca questi ragazzi perderanno la borsa di studio. Ci appelliamo al rettore e alle istituzioni cittadine per trovare una soluzione a questa vicenda”.

Il 15 febbraio scorso il dirigente dell’Adsu Luca Valente ha inviato a questi studenti fuori sede, di cui quattro provenienti da Israele, la revoca del posto letto e della borsa di studio, pari a circa 5 mila euro, cifra che comprende anche le spese per la mensa.

Il provvedimento ha efficacia retroattiva, ciò vuol dire che questi universitari dovranno anche pagare le spese di alloggio della residenza per il periodo in cui sono stato ospitati, da settembre 2010 fino al 28 febbraio.

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