L’AQUILA – Hanno ormai perso il fascino di un tempo figure come quella del ragioniere, del geometra o del perito elettrotecnico. Oggi il sogno dei ragazzi delle scuole medie è il liceo.

Lo confermano i dati diffusi dal ministero dell’Istruzione sulle iscrizioni alle scuole superiori per l’anno 2014-2015. A livello nazionale più del 50 per cento dei ragazzini che oggi sta ancora frequentando la media, infatti, desidera entrare in un liceo.

L’Abruzzo segue perfettamente la tendenza nazionale, dove il 53,5 per cento dei ragazzi che a settembre entrerà nelle scuole superiori ha optato per una scuola meno professionalizzante.

Una lieve flessione, comunque, rispetto allo scorso anno, quando era stato il 54,5 per cento a fare questa scelta. Hanno guadagnato qualche punto gli istituti professionali, con il 16,5 per cento degli iscritti rispetto al 15,3 per cento dell’anno 2013-2014.

Ma le scuole professionali restano sempre la terza scelta per gli studenti abruzzesi, che dopo i licei prediligono gli istituti tecnici, dove siederà il 30 per cento dei diplomati della scuola media, rispetto al 30,2 per cento dello scorso anno.

Dieci anni fa, le scelte degli studenti delle medie erano ben diverse. Nel 2004-2005 i liceali iscritti al primo anno delle superiori erano 42 su cento e solo sette anni prima, nel 1997/1998, coloro che dopo le medie sceglievano il liceo erano ancora meno, il 38 per cento.

La spiegazione a questa predilezione per il liceo potrebbe risiedere nella ricerca di una buona preparazione in vista del percorso universitario, secondo Angelo Mancini, preside del liceo Classico “Cotugno” dell’Aquila.

“Oggi difficilmente ci si ferma al diploma – spiega – La scelta dei ragazzi è quella di avere una cultura più ampia possibile per affrontare qualsiasi percorso universitario”.

Nel suo liceo c’è stato un aumento nel numero degli iscritti, quest’anno a quota 225 matricole, in particolare nell’indirizzo Classico che ha registrato un 20 per cento in più.

“Aumentano gli studenti del liceo Linguistico mentre rimane stabile Scienze Umane”, spiega ancora.

IL CASO-L’AQUILA: ”800 ALUNNI IN MENO DAL 2009″

La situazione generale delle iscrizioni in città resta comunque drammatica: “i dati – spiega Mancini – parlano di 800 alunni in meno rispetto al 2009. Non c’è stato il ritorno sperato delle persone con la sistemazione delle abitazioni, forse perché ormai le famiglie hanno fatto la loro scelta di non tornare”.

Il futuro, però, non è grigio: “tra qualche anno dovrebbe esserci una ripresa perché nella scuola materna ed elementare si registra una stabilità nelle iscrizioni, un fenomeno dovuto forse al fatto all’arrivo da fuori di persone per motivi di lavoro o per il ricongiungimento familiare”, conclude.