L’AQUILA – Un “nume tutelare” come il manager della Asl numero 1, Giancarlo Silveri, che, però, per il ruolo e una questione di stile non ha parti attive, e un braccio operativo come il consigliere comunale aquilano Alessandro Piccinini.
Sono questi i nomi su cui si sta provando a strutturare nel capoluogo di Regione un partito, quello del Nuovo centro destra, che si è sviluppato in netto vantaggio temporale e di massa critica sulla costa e nella Marsica, dove ha i due principali esponenti regionali, Federica Chiavaroli e Filippo Piccone.
Cionondimeno all’Aquila c’è tutta la voglia di organizzarsi e di riuscire a presentare candidature alle Regionali del 25 maggio.
Secondo quanto si è appreso, se andasse in porto il tormentato accordo con l’Unione di centro, il capoluogo potrebbe presentare nella lista provinciale mista un tandem di candidati costituito da Alfonso Tiberi, ex assessore di centrodestra nei primi anni Duemila, e Morena Pasqualone, coordinatore provinciale della Vela.
Lo scheletro aquilano di Ncd nasce, anche se non coincide perfettamente, con un’associazione creata tempo fa proprio da Silveri, chiamata “Immaginazione”, che raccoglie amministratori di piccoli Comuni, esponenti della sanità, altri pezzi di società civile.
Tra gli iscritti figurano nomi importanti e noti del capoluogo, numerosi sindaci come Silvano Cappelli (San Demetrio), Nicola Menna (Poggio Picenze), Donato Circi (Cagnano), Fausto Fracassi (Ocre), il responsabile Cisl dell’Aquila, Gianfranco Giorgi e altri.
Non tutti questi nomi fanno o faranno parte di Ncd, ma qualcuno già simpatizza o ne farà parte in futuro.
“Molti iscritti dell’associazione hanno aderito al partito – ammette Silveri – Io non sono iscritto, certo ho simpatie per il centrodestra e non credo negli steccati, diciamo che lo spazio ideale per me è più ampio”.
Per Silveri non conta, nella sua predilezione verso Ncd, l’amicizia con Piccone, che lo vedeva bene come candidato sindaco dell’Aquila due anni fa ai tempi del Popolo della libertà. “Ho amicizie in Ncd ma anche dentro Forza Italia”, si smarca.
Il manager della Asl chiarisce, comunque, di non avere parte attiva nelle grandi manovre politiche: “Il mio incarico mi impone di essere al di fuori delle parti – assicura – svolgo un ruolo tecnico e non voglio generare confusione, se ci fosse un mio impegno politico attivo non si capirebbero le scelte che faccio e diventerebbe immediatamente una limitazione”.
Ecco perché “le elezioni regionali le seguirò da semplice cittadino. Sia perché non solo eleggibile, avrei dovuto dimettermi, sia perché io voto a Roma”, conclude sogghignando.
Per quanto concerne Piccinini, al momento nel partito ha un ruolo ufficioso, visto che le cariche locali degli alfaniani saranno formalizzate solo dopo che, domenica prossima, nell’assemblea costituente saranno state votate quelle nazionali.
Piccinini ammette di stare già occupandosi di strutturare Ncd, “contatto persone che in passato hanno fatto parte del centrodestra ma che ora si sono smarcate, anche se aspetto di potermi muovere ufficialmente, così come fanno la Chiavaroli per la regione e Piccone per la provincia: sono le due figure di riferimento che, però, devono essere ancora formalizzate”.
Il primo obiettivo di cui occuparsi è quello delle prossime elezioni regionali, in particolare trovare un candidato aquilano. “Tiberi è un nome come ce ne sono altri – spiega l’avvocato aquilano – ma non mi muovo finché non si definisce l’alleanza con l’Udc, che per ora è sicura solo alle Europee”.
Nei giorni scorsi il segretario politico nazionale della Vela, Lorenzo Cesa, ha spiegato a questo giornale che l’intesa ci sarà anche alle Regionali, ma va ancora formalizzata.
Se ci sarà accordo, nella lista dovrebbero esserci 2 candidati Udc e 5 di Ncd e si spingerà forte sui candidati marsicani che hanno un solido bacino di voti. Ma sul candidato aquilano si punterà e dato che in lista devono esserci almeno tre donne, potrebbe scapparci un tandem.




