L’AQUILA – Questa la replica dell’assessore alle Politiche Attive del Lavoro, Paolo Gatti, nei confronti delle dichiarazioni rilasciate dal consigliere regionale Franco Caramanico che in una lettera inviata al Presidente della Commissione consiliare di Vigilanza, ha chiesto l’audizione in commissione dell’assessore e l’esame della documentazione relativa ai contributi destinati dalla Regione nell’ambito del bando “Progetto a favore dei Giovani”.
“Sono lieto della richiesta d’audizione da parte del consigliere Caramanico – afferma – in merito all’assegnazione dei fondi per le associazioni giovanili no-profit. Avrò modo in quella sede, per quanto mi compete, di chiarire tutti i dubbi che nutre sulla correttezza dello svolgimento del bando. Qui mi corre solo l’obbligo di sottolineare che, quando per dimostrare le presunte ingerenze della politica nell’assegnazione delle risorse pubbliche si prende la calcolatrice e si tirano fuori percentuali e somme, occorre non sbagliare i numeri e soprattutto dirli tutti, non solo quelli che convengono”.
“L’unico dato evidente – prosegue – è che sui 217 progetti la stragrande maggioranza sono stati presentati da associazioni teramane. I progetti presentati e non finanziati da parte di associazioni teramane, infatti, sono stati la più grande parte: ben 56. Quelli della provincia di Chieti non finanziati sono 53; 34 quelli dell’Aquila e 32 quelli di Pescara. Se il consigliere Caramanico mi accusa di aver molto comunicato l’iniziativa, molto informato e stimolato le tante associazioni giovanili del mio collegio elettorale a parteciparvi, allora ammetto di averlo fatto”.
“Quando si fanno certe accuse – incalza l’assessore – non si lede l’immagine dell’avversario politico, che è abituato alla durezza del confronto pubblico, ma si lede purtroppo la dignità e la professionalità di persone estranee alla diatriba politica. Ovvero quei componenti della commissione, composta da dirigenti e funzionari della Regione Abruzzo, che hanno valutato i progetti e che fino a prova contraria si presume abbiamo svolto il loro lavoro in modo corretto e imparziale. La politica ha il ruolo di reperire dal Governo nazionale fondi per l’Abruzzo, come abbiamo fatto, senza suscitare l’interesse o il plauso dell’opposizione”.
“Le leggi – conclude Gatti – e le procedure nell’assegnazione delle risorse, lo sappiamo tutti, non prevedono per la politica altri ruoli; dunque né meriti, né demeriti”.
In merito al progetto sono 42 le associazioni giovanili no-profit, assegnatarie di quota parte del milione di euro stanziato dall’assessorato regionale Politiche Attive del Lavoro, Formazione ed Istruzione Politiche Sociali.
I fondi, circa 25.000 euro ad associazione, sono il frutto di un accordo di collaborazione tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e la Regione Abruzzo.
All’avviso pubblico hanno partecipato ben 217 associazioni presentando progetti la cui finalità è quella di rivitalizzare l’universo dell’associazionismo giovanile sul territorio regionale.
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