PESCARA – La procura di Bologna ha chiesto il rinvio a giudizio per quattro persone coinvolte in uno scontro fra un gruppo di giovani del centro sociale Tpo e alcuni attivisti dell’associazione di destra CasaPound scoppiato nella mattina del 21 febbraio del 2009 nel pieno centro della città, in via Orfeo.

Si tratta di tre attivisti del Tpo, tra cui anche uno dei leader ‘storici’ del movimento antagonista di Bologna, Gian Marco De Pieri, padovano di 37 anni.

Con De Pieri sono indagati anche Lorenzo Piazza, bolognese di 39, e Fabiano Di Berardino, 29, di Pescara.

Indagato anche un militante di Casapound, Carlo Marconcini. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Valter Giovannini, è stata condotta dalla Digos.

Le accuse per tutti e quattro sono di lesioni personali aggravate. De Pieri e Di Berardino sono accusati di manifestazione non autorizzata per aver organizzato un volantinaggio itinerante per chiedere la chiusura delle sede di CasaPound.

Infine Di Berardino è accusato di minaccia perché, quel giorno, mentre attaccava un volantino su una vetrina di un negozio di via Santo Stefano, al proprietario del negozio che si rifiutava di lasciarglielo fare, avrebbe risposto con la frase minacciosa: “Prendiamo il numero del negozio che lo passeremo a bruciare”.