L’AQUILA – “Le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dagli stimati colleghi, il dottor Antonio Floris, sindaco di Avezzano e medico di Medicina Generale ed il dottor Walter Di Bastiano, consigliere regionale e primario di Oculistica nell’ospedale di Avezzano, nei confronti del professor Renato Galzio, evidenzia ancora una volta che il ridimensionamento di importanti reparti ospedalieri e la loro trasformazione da strutture complesse a semplici porta col tempo a disservizi e penalizzazione delle strutture sanitarie pubbliche”.
È quanto si legge in una nota firmata da Giulio Del Gusto, consigliere nazionale dell’Anaao della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila.
“Infatti – si legge nella nota – nel caso specifico risaltano due dati: la carenza oramai cronica di personale determinata negli anni dalla mancata sostituzione di coloro che negli anni vanno in pensione e la difficoltà di gestire ‘a distanza’ delle unità operative semplici da parte di primari che spesso sono lontani dalla sede di cui sono responsabili. È pertanto evidente che se dovesse passare il piano Chiodi-Baraldi di declassamento di moltissimi reparti da unità operative complesse a semplici, con il tempo ci troveremmo sicuramente di fronte a difficoltà organizzative e soprattutto a uno scadimento della qualità dell’assistenza ai pazienti”.
“Infatti – prosegue – è noto che ai dirigenti di struttura complessa si chiede come prima cosa di ben organizzare e di vigilare sui reparti di cui sono responsabili. Per questo motivo è sin troppo evidente che la presenza non costante sul posto del Primario può alla lunga creare difficoltà organizzative che possono sfociare in problematiche anche di natura medico-legale. Per questo motivo è probabile che la paventata scomparsa di molte unità operative complesse e dei loro Direttori porterà con se molti disagi agli operatori sanitari e ai pazienti e soprattutto pochi vantaggi economici al disastrato bilancio sanitario regionale. Inoltre creerà i presupposti per ‘migrazioni’ di massa dei nostri pazienti in altre regioni con un progressivo aggravamento del deficit sanitario abruzzese. Riteniamo che il dottor Di Bastiano abbia ben messo in evidenza proprio queste criticità e che, pertanto, prima di mettere su improvvisati piani di tagli alle strutture ospedaliere pubbliche da dare demagogicamente in pasto ai tecnocrati di governo, occorrerebbero interventi seri e mirati sulle vere voci di spreco come: manutenzioni, appalti esterni, sanità privata, spesa farmaceutica, ecc”.
“È quasi superfluo sottolineare – si legge in conclusione – che in questo momento il sistema sanitario abruzzese per arrivare a un tasso accettabile di deospedalizzazione dei pazienti, ha bisogno non di interventi ‘cosmetici’, ma di un Piano serio di riqualificazione delle attività e della spesa sanitaria che porti in tempi rapidi ad un potenziamento dell’assistenza sul territorio. Solo così si potrà evitare di incorrere in drammatici autogol come la recente ed affrettata chiusura dei piccoli ospedali che ha portato sino ad ora pochi risparmi e a un congestionamento degli ospedali più grandi della nostra Regione”.






