L’AQUILA – I piano di ricostruzione dei centri storico sono un obbligo di legge per i sindaci del “cratere”.
La conferma arriva dalla Commissione tecnico scientifica che lo scorso 13 gennaio si è riunita esprimendo all’unanimità un parere positivo sul documento “Considerazioni sulle finalità, gli obiettivi e i profili economici dei piani di ricostruzione” elaborato dalla Struttura tecnica di missione diretta da Gaetano Fontana.
Confermato, dunque, quanto espresso dal commissario Gianni Chiodi durante la conferenza di fine anno in cui aveva ribadito l’obbligatorietà dei piani di ricostruzione, in attesa comunque del parere decisivo da parte della Commissione tecnico scientifica. “Arriverà entro una settimana”, aveva promesso Chiodi.
Non proprio dopo una settimana, il parere è arrivato. Nel documento elaborato dalla Stm e approvato dalla Commissione, in cui si danno disposizioni sulla predisposizione dei piani di ricostruzione da parte dei sindaci, come riportato dal quotidiano “Il Messaggero” si afferma che “la ricostruzione è vista come un fenomeno complesso, che integra in un unicum i molteplici rapporti tra la dimensione economica, quella urbanistica e quella sociale”. Dunque “la predisposizione dei piani non è, né poteva essere, facoltà dei sindaci, bensì obbligo di legge”.
Nel documento, inoltre, viene contrastato il pericolo che gli edifici non vengano recuperati: l’introduzione dei piani “sposta l’attenzione del legislatore dallo spazio del singolo allo spazio di tutti”, scongiurando che le singole porzioni di edificio o di edifici interi non vengano recuperati”.
Bocciata quindi l’ipotesi avanzata qualche tempo fa di una “ricostruzione veloce” di alcune porzioni del centro storico in cui si prevedeva di aggirare la logica dei piani. “La ricostruzione – si legge nel documento della Stm – passa attraverso l’attuazione delle previsioni del citato comma ed, in particolare, la predisposizione del piano di ricostruzione che rechi anche la definizione dei concetti di ‘situazione economica’ e bene culturale”.
La Commissione si è poi espressa sulla diffida presentata dall’Ordine nazionale degli Ingegneri sulla bozza di convenzione sugli affidamenti all’Università di incarichi sulla ricostruzione, bocciandola pesantemente. “Lo schema di convenzione tra un Comune e l’Università individua solo una delle possibili ipotesi di legittimo affidamento di attività professionali”.
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