PESCARA – “Deludente il vuoto di risposte date dal commissario Chiodi agli interrogativi posti nel corso dell’audizione pubblica della Commissione di Inchiesta, chiamata a proseguire il filone di indagini sul fenomeno della corruzione nella sanità delle diverse regioni d’Italia”.
È questa la prima valutazione fatta dal senatore Alfonso Mascitelli, vicepresidente della Commissione Speciale di Inchiesta del Ssn, in riferimento ai quesiti posti su alcune questioni più calde: l’attività ispettiva e di controllo delle strutture regionali, la ricontrattazione delle tariffe e la loro difformità rispetto agli indirizzi del Piano di rientro, il ruolo dell’ufficio unico degli acquisti, i criteri delle consulenze e la loro assoluta mancanza di trasparenza e pubblicità, il ritardo nel processo di accreditamenti, l’incertezza del recupero dei crediti non esigibili dai privati.
“A distanza di due anni di Governo di centrodestra – ha spiegato il senatore Mascitelli – con due commissari ad acta, con una sanitopoli trasversale che ha sconvolto la storia della nostra regione, ci saremmo aspettati che il commissario Chiodi avesse indicato le iniziative e le azioni più decise messe in campo sul fronte dei controlli nel rapporto con i privati e in tutti quegli altri settori, come gli appalti, le consulenze e gli acquisti di servizi, dove più si alimentano sprechi, inefficienze e malaffare della sanità, e invece ci siamo sentiti coniugare le iniziative da intraprendere con il verbo futuro”.
“Quello che lascia veramente preoccupati – insiste Mascitelli – dopo le parole pesanti della sub-commissaria Baraldi, che aveva dichiarato addirittura di aver ricevuto minacce e che ha parlato di un sistema di collusione ancora in atto in Abruzzo, è la mancanza pressoché assoluta di una seria, credibile ed efficiente attività ispettiva e di controllo, in termini di strutture, risorse e personale, al punto che Chiodi ha dichiarato che i nuclei ispettivi regionali sono ancora in fase di formazione di competenze e dovranno avere il supporto di un rappresentante dei Nas”.
“Siamo, inoltre – ha concluso Mascitelli – la regione con le più alte tariffe nella riabilitazione, come ha confermato la stessa Baraldi, e ancora non si è provveduto a una ricontrattazione, anzi si pensa a come introdurre forme di compartecipazione alle spese sanitarie da parte dei cittadini. Come dire: tutto quanto è successo in Abruzzo, per mancanza di regole e controlli, potrebbe di nuovo riverificarsi sulla pelle e sulle tasche degli abruzzesi, ma questo diventa secondario e marginale rispetto ad una visione ragionieristica dei bilanci sanitari che, dietro la ricerca di equilibri economici virtuali, sta producendo disservizi che tutti possono vedere”.






