L’AQUILA – I cittadini si rivoltano contro la Asl 1 Avezzano Sulmona L’Aquila, accusandola di fiscalità e villaneria, l’azienda sanitaria replica rovesciando le accuse sui suoi utenti, additati di essere minacciosi e incivili.
Succede anche questo nel capoluogo terremotato, una città in cui le tensioni sociali sono al massimo e basta anche una minima stortura, un addetto di sportello che risponde male o un paziente troppo pretenzioso, a scatenare la rissa.
Al centro unico di prenotazione (Cup) una manciata di utenti rimasti da servire oltre l’orario di chiusura non sapeva che i termini per quel tipo di sportello sono perentori, insomma non si esauriscono tutti i numeri, sicché la gente che aveva fatto la fila vanamente si è rivoltata.
Su quello che sia successo c’è uno scambio di accuse tra la stessa Asl e i cittadini, e si minacciano da un lato querele, dall’altro esposti in procura.
Mentre gli utenti affermano che è stato chiuso loro lo sportello in faccia e sono stati invitati anche con toni villani ad andarsene, dall’altro la Asl parla addirittura di sedie divelte, minacce e operatori costretti a barricarsi dentro i loro uffici.
L’azienda sanitaria ricorda anche che sul suo sito web è specificato che gli orari di chiusura degli sportelli sono inevitabilmente tassativi, regola esistente da prima del terremoto. Vero, in effetti nella sezione “Informazioni all’utenza” di www.aslaq.it compaiono due avvisi in rosso che informano su queste caratteristiche.
Altrettanto vero, però, è che tra gli utenti della Asl spesso figurano persone anziane o non internetizzate, e quindi queste regole restrittive degli sportelli andrebbero segnalate in modo più evidente ed efficace anche nelle loro vicinanze: i cittadini non le hanno capite, altrimenti non sarebbero rimasti a fare la fila a uffa.
In ogni caso, una situazione grottesca, che sarà complicata da chiarire.
LA RIVOLTA
Un gruppo di cittadini ha protestato in maniera veemente per non aver potuto prenotare esami e visite presso il centro unico di prenotazione dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.
Gli utenti in questione hanno denunciato il fatto che alle 18 in punto, orario di chiusura, di questo pomeriggio si sono visti letteralmente chiudere lo sportello in faccia dagli operatori nonostante avessero il numero della prenotazione e nonostante avessero fatto la fila fino a quel momento.
Tra gli utenti c’erano anche persone venute da fuori città: tutti sono stati invitati a tornare domattina.
“È un disservizio molto grave che abbiamo denunciato, purtroppo senza successo, a un rappresentante della Asl – ha spiegato il gruppo di cittadini – ci hanno fatto fare la fila e poi ci hanno invitati anche con toni poco cordiali a tornare domattina. È un’indecenza, questo è il livello della sanità aquilana”.
Alcuni cittadini hanno minacciato un esposto alla procura della Repubblica dell’Aquila.
LA REPLICA DELLA ASL: ”UTENTI MINACCIOSI E INCIVILI”
L’AQUILA – La Asl dell’Aquila interviene dopo la rivolta di oggi al centro unico di prenotazione (Cup) rigettando le accuse di inciviltà e rovesciandole addosso agli utenti che, secondo l’azienda, sarebbero stati invitati a uscire per tempo, visto che la chiusura dello sportello alle 18 è perentoria.
“Gli sportelli – precisa la Asl – hanno chiuso alle 18.05 e non alle 18, non è possibile oltrepassare l’orario di chiusura per una questione amministrativa, conteggi e riscontri di cassa”.
“Nell’atrio stesso del Cup e sul sito Internet della Asl – aggiunge la nota – è specificato che l’operatore alle 18 è tenuto a chiudere lo sportello e che l’aver preso il numero di prenotazione non dà diritto alla prestazione; questa regola è in vigore da prima del terremoto”.
“Quanto alla frase ‘È un disservizio molto grave che abbiamo denunciato, purtroppo senza successo, a un rappresentante della Asl – ha spiegato il gruppo di cittadini – ci hanno fatto fare la fila e poi ci hanno invitati anche con toni poco cordiali a tornare domattina’, – prosegue l’Azienda sanitaria – precisiamo che il personale dell’Urp in servizio nella sala ha tentato di spiegare alle persone presenti, fin dalle ore 17, che probabilmente gli operatori non sarebbero stati in grado di smaltire la fila e invitandoli, se possibile, a non prendere il biglietto elimina code”.
La Asl accusa anche “che le uniche persone che si sono comportate da incivili sono stati proprio gli utenti che, oltre a intimidire gli operatori, costretti a barricarsi all’interno della loro stanza, hanno rovesciato a terra le suppellettili, divelto le sedie, tenendo un atteggiamento intimidatorio, oltre che oltraggioso, verso chiunque tentasse di spiegare che non era proprio possibile riaprire le casse”.
Tanto che, minaccia la nota, “la Asl sta valutando l’opportunità di denunciare alle autorità competenti gli atti di vandalismo”.
“Ci preme sottolineare – conclude – che le casse ticket del San Salvatore sono aperte dalle 7.30 alle 18 tranne una piccola pausa, per motivi amministrativi, tra le 13.15 e le 13.30, e che le persone che vengono da fuori città possono usufruire degli sportelli dei distretti sanitari di base”.




