L’AQUILA – Dai sogni di bambino ai palcoscenici più prestigiosi della televisione e dei teatri italiani ed europei, sempre portando nel cuore la sua città, L’Aquila.
In pochi anni il ballerino 24enne Leonardo Bizzarri ha fatto di una passione coltivata e sudata la sua professione, e oggi è impegnato nella tournée teatrale dell’attore Christian De Sica che porta in scena in tutta Italia il varietà Cinecittà.
Bizzarri prosegue nella sua brillante carriera, dopo aver danzato nel corpi di ballo di due edizioni del Festival di Sanremo, del programma Il più grande spettacolo dopo il week end, condotto da Fiorello, e aver partecipato al talent Amici di Maria De Filippi.
A soli 15 anni, zaino in spalla, si è trasferito a Milano per frequentare la prestigiosa scuola DanceHaus: ore e ore di duro allenamento e liceo serale per potersi diplomare. Poi, l’occasione: l’incontro con il coreografo americano Daniel Ezralow e l’inizio di un sogno che oggi lo porta a girare i teatri di tutta Italia.
“Ho faticato tanto e mi ritengo molto fortunato per questa opportunità con De Sica – afferma ad AbruzzoWeb – Christian è una persona eccezionale, divertente e sincera e da lui sto imparando tanto. È un uomo arrivato all’apice del successo professionale e per me è importante poter ricevere così tanto. Rubo ogni piccolo dettaglio artistico per accrescermi ogni giorno di più”.
Leonardo sarà impegnato in teatro fino ad aprile, per una tournée di 73 date, ma non dimentica la sua città per la quale ha in mente molti progetti e che, dice, “di non voler abbandonare”.
“Torno appena posso, tra una data e l’altra dello spettacolo. Mi piacerebbe fare qualcosa per i ragazzi aquilani che possa restare nel tempo – spiega – Voglio trasmettere e portare nel capoluogo quello che sto imparando a livello professionale per far sì che possa essere di giovamento a tutti quei giovani che, come me, hanno la passione per la danza”.
Per questo, Bizzarri ha creato il centro danza Mud, in via Nurzia, in zona Pile, che gestisce insieme all’insegnante Silvia Iacobucci con l’obiettivo di “portare all’Aquila tutte le innovazioni della danza che è una disciplina in continua evoluzione – precisa – Nelle piccole città si tende a prendere un filone e a farlo rimanere uguale per 10 – 20 anni nei vari stili come la classica, l’ hip hop o il modern, ad esempio. Porteremo insegnanti da ogni parte d’Italia nella nostra scuola così da poter introdurre tutte le novità che vengono dai più grandi centri del mondo”.
Nonostante una carriera ricca di soddisfazioni, Bizzarri non si sente di certo arrivato e ha grandi obiettivi, primo fra tutti, quello di ballare un giorno al Lincoln Center di New York e “perché no – confessa sorridendo – riuscire a danzare al fianco di Justin Timberlake! Ma posso garantire che ballare con De Sica è altrettanto gratificante!”.
Che tipo di spettacolo portate in scena con De Sica?
È un varietà che parla della storia di Cinecittà, quella che De Sica ricorda e che ha vissuto a partire da suo padre Vittorio. Lo spettacolo è stato scritto da lui stesso con la regia Giampiero Solari, regista tra l’altro degli spettacoli di Fiorello e Giorgio Panariello. Le coreografie sono di Franco Miseria che ha fatto la storia del varietà italiano con Fantastico.
Hai avuto esperienze a teatro e in televisione. Dove ti piacerebbe proseguire la tua carriera?
Mi piacciono entrambe le realtà, anche se sono molto divergenti. La televisione è showbiz: è fatta di attimi abbastanza fugaci e poi finisce tutto. È uno scatolone nel quale ti ritrovi catapultato, un concentrato di situazioni che durano pochi minuti. Il teatro è diverso, dà emozioni forti: il palcoscenico, il pubblico, le luci e l’atmosfera sono una forte scarica di adrenalina per chi balla. La cosa più giusta sarebbe un mix tra le due: cibarsi di entrambe in momenti diversi, perché quello che ti dà l’una non ti dà l’altra e viceversa.
Ti piacerebbe cimentarti in nuovi talent, dopo Amici?
Quell’esperienza può bastare! Ho imparato tanto, soprattutto dall’imprevedibilità del gioco stesso. Quando partecipi a un talent è sempre rischioso, perché non sai mai cosa può succedere: sei all’interno di una gara e rischi il tutto per tutto. Dopo l’esperienza di Amici preferisco proseguire con il mio lavoro, ballare come professionista e fare di questo la mia vita. Sono un buono spunto per iniziare, ma per chi ha già qualcosa di avviato è bene fare la professione in modo serio.
C’è un genere di danza che ti rappresenta di più?
Senza dubbio il modern. È una danza che ha dinamiche moderne, come dice la parola stessa, e viene da una tecnica contemporanea che va dal ‘floor work’ a una maggiore fluidità del movimento.
Hai iniziato a muovere i tuoi primi passi artistici all’Aquila e adesso hai aperto una scuola di danza.
Ho un legame fortissimo con la mia città. Torno appena posso e ho intenzione, con la scuola Mud, di costruire una realtà duratura nel tempo che possa costituire una continua innovazione nel settore della danza. Ho iniziato questa avventura con la mia collega e amica Silvia Iacobucci e sono convinto che potrà portarci lontano. Mi piacerebbe collaborare anche con il Teatro Stabile d’Abruzzo.
Cosa consiglieresti ai giovani aquilani che vogliono lasciare una città sempre più priva di risorse e occasioni da dopo il sisma del 2009?
Mi piacerebbe che puntassero a salire sempre un gradino più in alto e a cercare stimoli e mete meno circoscritti al territorio. Respirare aria nuova, anche lavorativamente, è importantissimo. Andare fuori città, acquisire conoscenze per poi tornare all’Aquila portando con sé un knowhow nuovo che sia uno stimolo e una risorsa sé e per gli altri.
Non è da tutti riuscire a fare di una passione un vero e proprio mestiere. È dura nel tuo settore riuscire a arrivare?
È difficilissimo diventare un professionista e fare della danza un lavoro che ti dia da mangiare, ma non è impossibile. Bisogna che il talento incontri l’occasione giusta per entrare a fare parte di grandi produzioni e eventi. Una volta che ci si inserisce, poi, è come una catena.
Hai lavorato con grandi personaggi dello spettacolo? Hai costruito legami di amicizia, oltre che professionali, con qualcuno di loro?
Il primo vero legame di amicizia è sicuramente quello con De Sica. Ci tiene a conoscerti come artista e come persona, vuole capire chi sei. Il suo compleanno, ad esempio, ha voluto festeggiarlo con tutti noi. Sto apprendendo molto da lui. È un lavoro molto bello, ma anche impegnativo: lo spettacolo ha un allestimento faticoso con 20 elementi di orchestra dal vivo, 3 attori, 8 ballerini ed elementi scenici.



