CHIETI – Anche il deputato di Sinistra ecologia e libertà Gianni Melilla chiede al Ministero dell’università e della ricerca di fare luce sul contratto che lega l’università teatino-pescarese al Cus (Centro universitario sportivo) sospeso per decisione del cda dell’ateneo.
Una interrogazione indirizzata al Miur è stata infatti redatta da Melilla con la richiesta di verificare quale sia la reale situazione circa i rapporti tra l’ateneo e il suo Centro sportivo, visto che il Cus, sottolinea Melilla, “affermava di vantare un credito di 43 milioni di euro dall’università”.
Il contratto, ricorda ancora il deputato, prevedeva il pagamento di rate da 1,4 milioni di euro l’anno, per 25 anni, a favore del Cus.
“La cifra in esame è enorme – sottolinea ancora Melilla – e trattandosi di soldi pubblici richiede la massima trasparenza da parte degli attuali organi di governo dell’università di Chieti nel chiarire la natura e la composizione dei crediti vantati dal Cus. E’ necessario avere l’elenco completo delle opere e dei servizi che il Cus avrebbe fatto per conto dell’università di Chieti”.
C’è da ricordare, infine, che già il presidente del Cus Mario Di Marco, all’indomani della sospensione del contratto, ha chiesto una ispezione al Ministero dell’università e della ricerca, che dunque andrebbe ad aggiungersi a quella in atto da mesi da parte del Ministero dell’economia e della finanza, nonché all’inchiesta della Procura che pure ha aperto una inchiesta su questo aspetto.
E’ proprio nell’ambito dell’inchiesta della Procura che, secondo notizie ufficiose che per altro l’interessato smentisce, dovrebbe essere arrivato un nuovo avviso di garanzia all’indirizzo del direttore generale dell’ateneo Filippo Del Vecchio, accusato di abuso e truffa nei confronti dell’università che dirige. (ar.ia.)



