PESCARA – La farmacia come “terminale intelligente” della sanità territoriale abruzzese.
Uno dei protagonisti della nascita, in Italia, della rete di sviluppo delle cooperative farmaceutiche, è la società pescarese Safar, già nota per Farmatua, un network di sportelli costituito a partire dal 2008.
L’iniziativa è frutto di un accordo siglato tra le cooperative Ctf Group di Bergamo e Safar di Pescara.
Circa 3.500 le farmacie servite, dieci le regioni attualmente raggiunte con 42 province coperte, 800 milioni di euro il fatturato sviluppato su base annua dal nuovo gruppo.
A ciò, mutuando l’esperienza abruzzese, si accompagna la nascita del primo network italiano di farmacie che conta a oggi circa 400 attività localizzate, oltre che in Abruzzo, in Lombardia, Piemonte, Liguria, Triveneto, Marche, Molise e Lazio, che opereranno sul mercato nazionale sotto la comune insegna Farmatua.
“Uno degli obiettivi – spiega Giuseppe D’Alessandro, presidente della Confederazione pescarese delle cooperative – è elevare sempre più la farmacia quale ‘terminale intelligente’ della sanità territoriale di prima istanza”.
Il nuovo gruppo non è il risultato di una fusione, ma di una formula premiante e nuova: il contratto di rete.
L’innovativo modello organizzativo adottato da Ctf e Safar è volto al raggiungimento di un duplice obiettivo: accrescere individualmente e collettivamente la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato nazionale e promuovere la farmacia dei servizi quale progressivo punto di raccordo tra il cittadino ed il servizio sanitario nazionale.
“La Safar – ricorda D’Alessandro – è la stessa società che nel 2008 ha avviato in Abruzzo il progetto per la costituzione del network di farmacie Farmatua. La nuova iniziativa consentirà di operare sul mercato in modo sinergico e coordinato, di avere una maggiore incidenza sul mercato per quanto riguarda le politiche degli acquisti e di aiutare le farmacie a sviluppare modelli innovativi che mirino alla convenienza e ad un’offerta di servizi al cittadino sempre più avanzata”.
“Dimostrazione – conclude – di come il gioco di squadra e il fare rete, negli anni della crisi, facciano la differenza”.



