L’AQUILA  – “Borghezio non ce l’ha assolutamente con l’Abruzzo. Anzi, è un estimatore della storia, della cultura e delle tradizioni di questa splendida regione”.

Ad affermarlo ad AbruzzoWeb è il referente regionale della Lega Nord in Abruzzo, Claudio Burrini, unico a difendere l’europarlamentare del Carroccio il giorno dopo il vespaio di polemiche e accuse scatenate per aver dichiarato in un’intervista ha dichiarato: “Questa parte del Paese non cambia mai, l’Abruzzo è un peso morto per noi come tutto il Sud”.

Il mondo politico abruzzese e non in maniera bipartisan ha condannato le frasi di Borghezio che, nemmeno con troppa scaltrezza, ha successivamente tentato di fare marcia indietro per poi riconfermare una terza volta le sue critiche.

Anche oggi sono piovuti strali contro l’esponente leghista: in particolare, il vice presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, secondo il quale “offende la cultura della Lega”. Anche il quotidiano dei vescovi, Avvenire, si è scagliato contro Borghezio, mentre continuano gli interventi polemici da parte della politica abruzzese e nazionale.

CONTRO BORGHEZIO LA SATIRA DI SPINOZA.IT

BURRINI: ”NESSUNA OFFESA”

“Quelle di Borghezio, conoscendo il personaggio, sono frasi che vanno inquadrate in un discorso più generale. Lui non ha nulla contro gli abruzzesi o i terremotati. Piuttosto è contro una certa politica, certi movimenti, come quelli delle carriole, e certi comitati che cercano di emergere a danno di un’intera collettività che si sta smarrendo”

“Sono convinto che se si organizzasse una tavola rotonda per discutere di problemi concreti Borghezio verrebbe volentieri perchè, per chi non lo sapesse, è un uomo che ha uno spessore culturale che molti non sospettano neanche. Certo le uscite pubbliche a volte sono un po’ controverse, ma lo conosco e so che ha delle ottime qualità”.

Burrini cerca poi di interpretare quello che poteva essere il pensiero di Borghezio: “Il vero problema è che i soldi ci sono e la ricostruzione non parte, che un’intera comunità è stata smembrata con le C.a.s.e. e i Map, dove non c’è nemmeno un negozio per comprare un pezzo di pane, che la città sta morendo dal punto di vista economico. Questi sono i veri problemi di cui il commissario, Gianni Chiodi, ed il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dovrebbero preoccuparsi. Il popolo è abbattuto e deve ritrovare la sua identità”.

“Mi preme ricordare che dopo il terremoto dal Nord l’autostrada era una colonna di mezzi e uomini che si spostava al sud. So che il Nord è amico dell’Abruzzo e l’ha dimostrato sia nel momento dell’emergenza sia successivamente, con tanti sindaci che hanno dato la loro solidarietà senza fare passerelle”. (g.a.)

PEACELINK: “INDIGNATI DA PAROLE DI BORGHEZIO”

L’AQUILA – “Siamo indignati dalle offese di Borghezio”. Questo il commento del responsabile di Peacelink Abruzzo, associazione antimafie Rita Atria, Alessio Di Florio, alle parole dell’europaralamentare Mario Borghezio, che ieri ha definito il sud e l’Abruzzo come un “peso morto”.

“L’europarlamentare leghista si è lasciato andare ad esternazioni gravissime e offensive della dignità delle popolazioni colpite dal terremoto e dell’intero Abruzzo. Una lettura strumentale e distorta della realtà.”

“Arrabbiati, indignati, offesi. Sono tante le sensazioni che affollano la mente e il cuore dopo aver ascoltato le parole di Borghezio. Un insulto gravissimo a chi ha sofferto sulla propria pelle una terribile tragedia, e si vede rubato quotidianamente il proprio futuro. Parole ancora più gravi
considerando che vengono da chi dovrebbe rappresentare l’Italia in un importantissimo consesso internazionale come il Parlamento Europeo”.

“Borghezio è mai stato nel centro storico del capoluogo abruzzese? Ha visitato le tendopoli? Sa quante persone sono ancora oggi costrette a sopravvivere lontanissime dai propri luoghi d’origine? Ha forse vissuto sulla sua pelle il post-terremoto e l’emergenza retta da Bertolaso e dalla Protezione Civile? La risposta a queste domande è totalmente negativa.  Borghezio non l’abbiamo visto tra le macerie, non l’abbiamo sentito alzare la voce contro una ricostruzione che non ricostruisce, ma che sta lasciando spazio alla speculazione e persino a personaggi in odor di mafia”.

“Si domandi Borghezio, al posto di insultare i cittadini, perché tutte le opere (persino scuole e ponti) inaugurate negli ultimi mesi sono stati tutti ricostruiti da raccolte fondi tedesche, dalla Provincia di Bolzano, da privati o dalla Caritas. Si chieda il perché e chieda a chi di dovere perché
la ricostruzione ufficiale, quella di cui si dovevano interessare le istituzioni, è totalmente ferma e ostaggio di veti contrapposti, di inefficienze e gravissime inadempienze”.

“Borghezio ignora, o fa finta di ignorare, che una delle prime presenze della criminalità organizzata in Abruzzo fu sgominata oltre 10 anni dall’inchiesta giudiziaria ‘Ebano’. Un’inchiesta che colpì un criminoso traffico di rifiuti solidi urbani che finivano nelle cave abbandonate in provincia dell’Aquila. Quei rifiuti provenivano dalla Lombardia”.

“Nei mesi in cui bisognava dar forza, finanziare, avviare, la ricostruzione non furono gli abruzzesi a volere il G8 e le sue imponenti, quanto inutili, opere. Non furono i terremotati e gli sfollati a pavoneggiarsi in misere passerelle mentre migliaia di anziani morivano, nell’afoso caldo del luglio
2009, nelle tendopoli. Abbandonati a loro stessi e al loro destino. Non furono i terremotati e gli sfollati a rinchiudersi da soli, sotto un regime militarista e calato dall’alto, nelle tende. Impossibilitati a curare le loro attività, a progettare la rinascita mentre anche i pasti quotidiani
venivano affidati a industrie lombarde. Dov’era Borghezio in quei giorni? Dov’era Borghezio mentre le macerie rimanevano lì, accompagnati dalla quotidiana litania “non sappiamo dove metterli”? Anche se, nei giorni immediatamente successivi alla maledetta notte del 6 aprile 2009, prima dell’avvio delle inchieste della magistratura, la rimozione era iniziata”.

Quindi in base a cosa Borghezio si permette di dileggiare e insultare i terremotati aquilani? Come può definire l’Abruzzo ‘un peso morto’? Quale distorta e strumentale lettura delle vicende dell’ultimo anno e mezzo l’hanno portato a ciò?”.

MENNA (UDC): “AFFERMAZIONI INDEGNE, BORGHEZIO SI DIMETTA”

L’AQUILA – “Le affermazioni del leghista Mario Borghezio sono indegne e inqualificabili non solo sul piano politico ma anche umano”.

Antonio Menna, Capogruppo Udc al Consiglio regionale, cosi’ stigmatizza la sortita dell’esponente della Lega Nord.

“Considerare l’Abruzzo terremotato un peso morto per l’Italia, è un’esternazione vergognosa che da’ la misura della grettezza morale di chi l’ha pronunciata poichè implica un contesto di debolezza comprovata dalla realtà, quale quella originata dal tragico terremoto del 6 aprile 2009. Il senso di disprezzo e di spregio che traspare dalle parole di Borghezio nei confronti della nostra regione, aggiunge Antonio Menna, dimostra che per la Lega Nord, la politica è ispirata da principi arcaici e da un’ignoranza connaturata”.

“È inammissibile che un esponente di un partito dell’attuale governo nazionale si permetta di pronunciare simili parole che deturpano il senso del vivere civile e offendono la dignità di una comunità così duramente segnata. Esprimo la mia personale solidarietà e quella del gruppo consiliare Udc all’Abruzzo terremotato, nella speranza che il difficile cammino della ricostruzione sia compiuto nel più breve tempo possibile”.

“Nel contempo ribadisco la gravità delle esternazioni di Borghezio che attestano la totale inaffidabilità politica della Lega Nord, la sua assoluta inadeguatezza di far parte del governo e l’intento mirato di dividere, con la solita spocchia”.

“Chiediamo, pertanto, che il presidente del Consiglio prenda le dovute distanze da simili brutture e che induca l’esponente della Lega Nord a dimettersi dalla sua funzione pubblica di cui si è dimostrato indegno”.

PITTELLA (PD): ”DICE QUELLO CHE PENSA IL GOVERNO”

L’AQUILA – “Le solite dichiarazioni deliranti di Borghezio, questa volta sull’Abruzzo, non vanno minimizzate e considerate come un elemento folkloristico: purtroppo esce dalla pancia della Lega e del centrodestra quello che la testa pensa e pratica da tempo”.

Ad affermarlo è il vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella (Partito democratico).

“Il modo con cui il governo ha affrontato l’emergenza del terremoto – attacca Pittella – tra passerelle mediatiche e clientele archiviando la ricostruzione dell’Aquila e pretendendo il pagamento di imposte su redditi ormai inesistenti, dimostra in quale considerazione venga tenuta la popolazione abruzzese e in generale in Italia tutto quello che non rientri nei confini immaginari della Padania”.

AVVENIRE: “BORGHEZIO CI RICASCA, MALAMENTE”

L’AQUILA – “Borghezio ci ricasca. Malamente”.

Titola così un breve corsivo il quotidiano cattolico Avvenire che si interroga sulle parole pronunciate dall’euro parlamentare leghista riguardo ai terremotati abruzzesi, che ha poi smentito intenti razzisti affermando che ama dire quello che pensa.

“E se pensasse a quello che dice?”, scrive Avvenire sottolineando che Borghezio “ha inanellato in 48 ore una serie di cantonate degne di una fama che ultimamente (e fortunatamente) andava impallidendo”.

In proposito il giornale della Cei ricorda “l’attacco immotivato e volgare all’arcivescovo di Milano” accusato ingiustamente di “non essere intervenuto a favore dei cristiani perseguitati”.

PD PESCARA: “DEVE CHIEDERE SCUSA ANCHE A NOI”

PESCARA – “L’europarlamentare leghista, Mauro Borghezio, con le sue affermazioni infamanti non ha offeso solo gli aquilani, ma tutti gli abruzzesi. Per questo motivo, ho presentato una mozione per chiedere ai Presidenti della Giunta e del Consiglio Provinciale di Pescara, Guerino Testa e Giorgio De Luca, di pretendere delle scuse ufficiali da Borghezio”.

Antonio Di Marco, consigliere provinciale Pd, interviene così in merito alle parole dell’europarlamentare, che ha definito i terremotati abruzzesi “un peso morto”.

“Le sue parole – dice – offendono una regione e dei cittadini gia’ duramente provati ed è, quindi, necessario pretendere delle scuse ufficiali. Nel 150esimo anniversario dell’Unita’ d’Italia, poi, voglio ricordare a Borghezio e al suo partito che l’Italia e’ una ed unita, e questa realtà non è in discussione, come ha dichiarato lo stesso Presidente della Repubblica”.

“Offendere una delle sue regioni, la nostra, equivale ad offendere anche i grandi uomini politici abruzzesi, come Gaspari, Spaventa e Spataro, solo per citarne alcuni, che hanno contribuito a costruire le fondamenta della nostra Repubblica”. 

QUAGLIARIELLO: “BORGHEZIO OFFENDE CULTURA DELLA LEGA”

L’AQUILA – “È un segno di incultura. È il riflesso di una Lega che non c’è più perché Borghezio dovrebbe chiedere anche ai suoi compagni di partito quanto hanno fatto per contribuire alla ricostruzione in Abruzzo”.

Lo ha detto il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, intervenendo all’Aquila alla conferenza stampa di presentazione della seconda edizione della Winter School di Magna Carta Abruzzo, che si terrà a Celano dal 14 al 16 gennaio prossimi.

“Quelle parole – ha continuato Quagliariello – offendono una cultura di governo che la Lega grazie al cielo ha già da tempo conquistato”.

DE POLI (UDC): ”E’ LUI IL VERO PESO MORTO”

L’AQUILA – “Il vero peso morto sono certi politici, come Borghezio, che pagati per rappresentare gli interessi italiani in Europa, e non solo quelli del Nord, non sono nemmeno capaci di avere rispetto nei confronti dei loro cittadini. Borghezio si vergogni e la Lega si dissoci”.

Questo il commento del portavoce nazionale dell’Udc Antonio De Poli all’intervista in cui il leghista Mario Borghezio ha definito l’Abruzzo terremotato “un peso morto”.

ASSOCIAZIONE ABRUZZESE DI ROMA: “SOLIDARIETA’ A TERREMOTATI”

L’AQUILA – L’Associazione Abruzzese di Roma intende esprimere, in una nota, “la più vicina e sentita solidarietà nei confronti dei concittadini abruzzesi per la infelice, e per fortuna isolata, sortita dell’europarlamentare Mario Borghezio che infanga la dignità e la concretezza che la popolazione abruzzese ha mostrato e dimostrato in una tragedia di immani proporzioni come quella del sisma del 6 aprile 2009″.

L’Associazione Abruzzese di Roma, ente morale fondato da Silvio Spaventa nel 1886, rappresenta una comunità di oltre 500mila cittadini abruzzesi che opera e vive nella capitale e che, oltre a costituire vanto e lustro per l’Abruzzo, contribuisce ogni giorno, anche con posizioni di rilievo, alla crescita economia e sociale non solo della capitale ma dell’intero Paese.

Comunità questa che, da subito, si è attivata e sta contribuendo fattivamente e concretamente per favorire la lunga e complessa opera di ricostruzione nelle zone devastate dal terremoto.

“Quello che l’Abruzzo si aspetta dalla politica e dai politici italiani – si legge nella nota – non è certo una squallida lotta di quartiere ma una strategia di interventi che superi gli steccati dell’ideologia e degli interessi di parte, a vantaggio di una azione concreta e di ampio respiro che rispetti la dignità delle popolazioni così duramente colpite e comprenda come sia interesse dell’intera nazione recuperare un patrimonio sociale, nonche’ artistico e architettonico, che costituisce una risorsa inestimabile per il nostro Paese”.
 

 

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