L’AQUILA – “Non ritiro una sillaba di quello che ho detto. Non avevo alcuna intenzione di offendere gli abruzzesi, ma là nessuna voce si è levata contro l’abitudine alle geremiadi della classe politica del Sud”.
Arriva dall’Ansa la terza replica di Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord che oggi ha criticato la gestione del post-terremoto in Abruzzo suscitando polemiche a non finire.
“E con questi chiari di luna – ha detto – non è più di tempo di fiaccolate e lamentele, ma di rimboccarsi le maniche come hanno fatto in Veneto”.
“Non ho letto nessuna delle dichiarazioni fatte contro di me – ha premesso Borghezio, rintracciato in serata – ma me ne immagino il tenore. E a chi mi invita ad andare in Abruzzo, gli rispondo che forse era meglio invitare le tante imprese del Nord Italia specializzate in tecniche anti-sismiche che non sono neppure state ammesse agli appalti”.
“Perché vanno a lavorare in America e in Asia – si chiede – e dall’Abruzzo sono state escluse? Su questo interrogativo dovrebbero dare una risposta certi sepolcri imbiancati”.
“Quanto a me, grazie, ma non vado in Abruzzo – conclude Borghezio – ho da fare in Europa. E continuerò a esprimere la voce onesta, schietta e franca della gente del Nord”.
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