L’AQUILA – Quasi 3 mila iscritti in poco tempo. Tutti a condividere ricordi, simpatici aneddoti e foto dei luoghi del centro di quell’Aquila che ancora non aveva conosciuto la violenza del terremoto.

Una bacheca virtuale, quella del gruppo “Sei aquilano se…” nato su Facebook e già pieno zeppo di post. A leggerlo, ogni minuto è un continuo falshback a “’L’Aquila de na ote”, quella di una volta, piena di vita.

C’era “l’immancabile ‘stozza’ di pizza di Trippitelli co’ la mortadella (tagliata fina, fina) de Tonino”, all’uscita di scuola.

“Sci aquilano se ti ricordi che ji autobus feceano capolinea nnanzi alla Gran Sasso – scrive qualcuno  – e pe ammazzà l’attesa della coincidenza ti stozzii du margherite ncoppate o un calzone (e pò a magna a casta)”.

Gli aneddoti sui commercianti del centro sono molti, di cui a volte si ricorda la poca cortesia. Come Paola, che scrive che sei aquilano solo se “scj jito a cumprá du fogli protocolli a Scimia sotto ji portici e parea sempre che te stea a fa’ nu favore”.

Sei aquilano solo se “sai a memoria le frasi dello scherzo di Magnotta”, il bidello più famoso d’Italia grazie al celebre scherzo telefonico, o se ricordi il “nobile Patrizio” che con la sua barba lunga e bianca fermava tutte le donzelle che incontrava per dedicare loro una poesia.

E come scordare il ristorante da Corridore, che serviva “l’amatrisciana co ju dito dentro a ju piatto quando te lo portea”.

C’è anche chi ricorda le “evoluzioni”, negli anni, dei numeri degli autobus. Fabio ne fa una specie di trattazione: “ji numeri dejj’autobus arreveano solo fino a 16, po’ ce steano assoluti, colla D e colla S. Quanno so’ arriati ji 77, ji 78, ji 99… de bbotto c’è sembratu d’esse diventati na metropoli! Po’ ce semo accorti che ji busse erano sempre quijji!”.

Sul gruppo qualcuno azzarda l’organizzazione di un evento collettivo in cui incontrarsi tutti insieme in piazza Duomo.

Il titolo? Facile: “Va a vedè se stengo mpiazza!”.