L’AQUILA – È stato ascoltato dalla polizia dell’Aquila, nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura del capoluogo, l’ingegnere trentenne Paolo Celli che ieri stava facendo snowboard fuori pista a Campo Imperatore (L’Aquila) insieme al fratello Mario, poi travolto da una slavina e ora ricoverato in condizioni disperate all’ospedale di Teramo.

Il giovane che, rimasto illeso, ha raggiunto per primo il fratello, ha riferito, come aveva fatto già ieri, di aver visto la valanga travolgere Mario. Stava infatti sciando dietro di lui e, a suo dire, sarebbe stato il fratello ad attivare il fronte della valanga.

Il fatto che Paolo seguisse Mario ha consentito un soccorso molto celere.

Intanto, la squadra Mobile diretta dal dirigente Maurilio Grasso prosegue le indagini per accertare se nella vicenda vi siano responsabilità. Sul fronte delle sanzioni sui fuori pista è emerso che l’ordinanza che vietava questa pratica, emanata dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, lo scorso anno, non era stata rinnovata.

Lo ha sottolineato in conferenza stampa l’assistente capo Alberto Giuliani, ieri in servizio di vigilanza e soccorso sulle piste da sci a Campo Imperatore.

Nell’evidenziare che “fortunatamente gli sciatori avevano con sé un apparecchio per la ricerca delle persone investite dalle valanghe, che ha consentito di individuare rapidamente il ragazzo”, il poliziotto ha spiegato: “le ordinanze dello scorso anno del sindaco dell’Aquila vietano di percorrere i fuoripista su tutto il territorio montano del Comune in presenza di pericolo 3 del bollettino Meteomont (pericolo marcato) ed entro le 72 ore dall’ultima nevicata; in ogni caso è importante attrezzarsi con apparati che permettano la geolocalizzazione in caso di necessità”.