L’AQUILA – “La Provincia sapeva di queste irregolarità e ha fatto finta di nulla, nascondendomi la documentazione quando ne ho fatto richiesta”.
Dopo la notizia dell’avvio di un’inchiesta da parte della procura della Repubblica sui lavori di messa in sicurezza effettuati all’istituto scolastico “De Nino Morandi “ di Sulmona, parla ad AbruzzoWeb Massimo Tomeo, l’imprenditore vastese che ha denunciato le presunte irregolarità, utilizzando anche mezzi estremi di protesta come lo sciopero della fame e l’occupazione, lo scorso dicembre, dell’ufficio del presidente della Provincia, Antonio del Corvo.
“Credo e spero che verrà fuori tutto. Ho denunciato altro, oltre alle irregolarità dell’Ati e della Provincia stessa”, afferma Tomeo a questo giornale, attaccando l’ente che, a suo avviso, “era a conoscenza delle irregolarità”.
“Dalla Provincia mi è stato sempre detto di rivolgermi all’Ati per essere pagato perché l’associazione era già stata saldata per i lavori e che non avrebbero potuto pagare due volte”, prosegue Tomeo.
Oltre alla sua, altre 10 imprese attendono di essere saldate dall’Ati romana, secondo quanto aveva dichiarato a questo giornale il dirigente del settore Edilizia e Programmazione della Provincia Domenico Palumbo che aveva annunciato anche un contenzioso dell’ente contro la stessa associazione di imprese, poi rimossa dall’incarico, perché “i subappalti venivano travisati in subaffidamenti ed è una cosa diversa. I primi vanno autorizzati, i secondi solo comunicati – aveva specificato il dirigente – L’associazione aveva intenzione di imbrogliare, è evidente. Ora, al suo posto, è subentrata una nuova ditta”.
“Non ho mai potuto fare causa alla Provincia perché mi si impediva l’accesso alla documentazione che sono riuscito ad ottenere, in parte, dopo Natale – conclude Tomeo – Appena avrò ottenuto tutti i documenti andrò per vie legali contro l’ente dal quale non ho mai ricevuto nemmeno un centesimo, nonostante le mie proteste”.
I finanzieri del nucleo di Polizia tributaria dell’Aquila hanno notificato stamattina un provvedimento di sequestro preventivo “per equivalente” per 250 mila euro emesso dal gip del tribunale dell’Aquila Romano Gargarella, su richiesta del procuratore della Repubblica dell’Aquila Fausto Cardella e dei sostituti Stefano Gallo e Roberta D’Avolio, a carico di una delle società, facente parte dell’associazione temporanea di imprese aggiudicataria dell’appalto, e del suo amministratore pro tempore, D.L.A., romano di 52 anni.
Devono rispondere del reato di falso in atto pubblico e truffa ai danni dello stato per aver sottoscritto e presentato stati di avanzamento lavori relativi all’istituto scolastico ideologicamente falsi, al fine di percepire un importo maggiore di quello effettivamente dovuto, documentando alla stazione appaltante lavorazioni in realtà mai eseguite.
Tomeo si era rifiutato di sottoscrivere la contabilità di cantiere predisposta dalla società appaltatrice, nella quale venivano riportate somme sensibilmente inferiori rispetto alle lavorazioni da lui realmente realizzate, ed aveva emesso i documenti fiscali contenenti le prestazioni e gli importi effettivamente dovuti.
Nelle sue ripetute proteste, da ottobre a dicembre 2013, l’imprenditore chiedeva alla stessa Provincia il saldo dei lavori effettuati in subappalto dalla sua ditta, rivendicando 120 mila euro dall’ente, soldi mai ricevuti dalla ditta appaltante.





