L’AQUILA – “Le bugie hanno le gambe corte”. È uno dei passaggi della lettera aperta agli aquilani scrita dal membro dell’assemblea permanente di Piazza Duomo Luigi Fabiani in merito alla vicenda della mancata proroga del pagamento delle tasse sospese.

IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA

Cari aquilani, concittadini.

In ventuno mesi siamo passati dai migliori complimenti (che popolo dignitoso!) alle peggiori offese. Offese alla dignità umana, non offese a parole.

Siamo stati bandiera di una rinascita quando con le carriole abbiamo varcato gli sbarramenti che delimitavano la “Zona Rossa”, con un orgoglio ed un’unanimità d’intenti che raramente L’Aquila, e non solo

L’Aquila, ricorda. Ancora quando abbiamo manifestato in 20.000 violando il casello dell’autostrada con in testa i nostri Sindaci e poi, con un’ingenuità dettata dalla buona fede quando il 7 luglio a Roma siamo  stati oggetto di violente cariche della Polizia posta a difesa di Palazzi frequentati da coloro che avrebbero dovuto riconoscere e tutelare i nostri diritti. Perché, l’abbiamo sempre detto, i nostri sono diritti non elemosine.

Ancora per sei mesi siamo stati accusati di essere “ingrati”, di non avere capito che “c’era chi lavorava per noi”, di stare a sbagliare tutto.

Ciò nonostante, caparbi e convinti di stare nel giusto, abbiamo scritto una legge di iniziativa popolare che alcuni speravano non vedesse mai la luce; l’abbiamo scritta, depositata in Cassazione, abbiamo avviato la raccolta di firme accompagnata da una manifestazione di richiamo nazionale (S.O.S. L’Aquila chiama Italia – Macerie di Democrazia) in cui abbiamo potuto toccare con mano la vera solidarietà degli italiani.

Eppure, ancora una volta, alcuni hanno sminuito il nostro lavoro, la nostra voglia di Ricostruirci L’Aquila, addirittura hanno snobbato il pensiero di migliaia di cittadini. C’è chi non ha firmato la legge perché non gli è stato chiesto, chi non l’ha fatto perché non sapeva dell’esistenza della legge (vero Vespa?), ma tutti, Chiodi e De Matteis in testa a ripetere di non disturbare il manovratore.

Ebbene, le bugie hanno le gambe corte.

Chiodi e De Matteis non hanno alcun potere contrattuale con il Governo (al contrario di Zaia!). Seguitano a ripeterci che stanno lavorando per L’Aquila (?).

La Regione non considera più L’Aquila capoluogo di regione. La Provincia non considera più L’Aquila capoluogo di provincia. Gli amici degli amici non contano nulla.

L’Aquila è stata ed è abbandonata a se stessa. Solo noi possiamo farla rinascere: senza promesse di rivoluzionari dell’ultima ora (vero Vespa?), senza promesse politiche (vero Chiodi e De Matteis?). Sinceramente credo che L’Aquila e gli aquilani non debbano nulla alla Regione Abruzzo ed al Governo.

Per questo motivo mi sento di urlare con forza: Fuori la Regione dall’Aquila. Fuori L’Aquila dalla Regione.