L’AQUILA – Le associazioni ambientaliste Legambiente, Italia Nostra, WWF e Lipu lanciano un allarme per il degrado ambientale del territorio dell’Aquila e dell’intera valle dell’Aterno.

“Sono già quattro  gli incontri – scrivono gli ambientalisti – che si sono svolti nella piccola sede provvisoria di Legambiente, stracolma di cittadini e comitati che chiedono con forza azioni per fermare il degrado ambientale del territorio. Al nascente coordinamento ambientalista continuano a pervenire adesioni dei comitati spontanei, preoccupati di quanto è ormai sotto gli occhi di tutti, tranne che degli amministratori”.

“Comitati che nascono per opporsi a un singolo progetto che minaccia la loro zona, ma coscienti della necessità di una maggiore tutela delle peculiarità ambientali del territorio aquilano.

“Quello che maggiormente preoccupa le associazioni ambientaliste firmatarie sono le decine di progetti estemporanei, nuovi e vecchi, che escono dal cappello di chi dovrebbe pensare prima a ricostruire che a ‘costruire’; progetti approvati senza troppi problemi e sempre in deroga alle norme urbanistiche vigenti”.

“Allarmante, in special modo, è la totale mancanza di valutazione delle conseguenze di questi progetti sulla mobilità e sulla vita quotidiana dei cittadini. C’è un totale scollegamento tra un progetto e l’altro, ed a farne le spese è sempre il territorio agrario, quello che ha caratterizzato il prezioso paesaggio della conca aquilana, rimasto fino ad oggi integro, almeno in gran parte”.

“Sono fioccate parole gravi nell’ultima riunione, fino a ipotizzare che la ‘ricostruzione'”. Molte, troppe, sono seconde case che poco hanno a che fare con l’emergenza. E se è comprensibile che alcuni cittadini ricorrano al “fai da te”, non avendo davanti una prospettiva certa di quando potranno tornare nelle proprie case, meno comprensibi le è la posizione dell’amministrazione comunale, titubante e accondiscendente a questa situazione, rinunciataria al governo del territorio nell’interesse di tutti”.

“La situazione è talmente grave che, mentre si crede di creare opportunità al rientro in città di quei pochi ancora fuori, di fatto, si stanno mettendo le basi per il vero spopolamento. Il disastro urbanistico che si sta realizzando può solo favorire la fuga, specie di quelle famiglie con bambini che, stanche di “girare” in macchina tutto il giorno per raggiungere angoli sperduti in cui nascono centri commerciali, scuole, servizi, distanti decine di chilometri uno dall’altro, cercano condizioni di vivibilità migliori per se e per i propri figli”.

“Una città ingovernata e provvisoria, cui servono con urgenza regole e pianificazione. Il documento allegato riassume le richieste del coordinamento e pone le basi delle prossime battaglie per il ritorno alla democrazia e alla partecipazione dei cittadini all’amministrazione del territorio”.