L’AQUILA – Già dagli anni Cinquanta e per i tre decenni a venire, la figura di riferimento in ambito musicale all’Aquila, per capacità gestionale, mecenatismo e creatività asservita al pragmatismo fu senza dubbio Nino Carloni (1910 – 1987).

“Senza la musica la vita sarebbe un errore” aveva sentenziato Friederich Nietzsche in un celebre aforisma meno di un secolo prima e Carloni sembrò seguire il suo monito alla lettera: nel 1946 fondò la Società aquilana dei concerti “Barattelli”, nel 1967 patrocinò l’apertura del Conservatorio di Musica, dapprima come sede staccata di Santa Cecilia, successivamente autonomo come Conservatorio “Casella”, nel 1968 i Solisti aquilani, nel 1970 l’Istituzione sinfonica abruzzese (Isa) e, nel 1986, a un anno dalla morte, l’Officina musicale.

Insigne giurista e insaziabile cultore dello spartito tanto da essere ribattezzato “l’avvocato della musica”, Carloni seppe trasformare il capoluogo abruzzese in una fucina culturale, una piccola Salisburgo del Centro Italia, che vedeva attraversare i suoi vicoli dal gotha musicale del periodo (Arthur Rubinstein, Alfred Cortot e Edwin Fischer fra gli altri), innalzando gli spettatori a un livello altissimo di cultura cui mai si era assistito prima.

“La musica – amava ripetere Carloni – cammina con le gambe degli uomini” e ancora oggi il premio che porta il suo nome, nato nel 2007 da un’idea di Vittorio Antonellini, per celebrarne il ventennale della scomparsa, è un’occasione per ospitare la crème dei talenti musicali della penisola riconosciuti in ambito nazionale e internazionale.

“Quando è nato il premio –  spiega ad AbruzzoWeb Fabrizio Pezzopane, direttore del Centro studi musicali Nino Carloni – non abbiamo assolutamente pensato all’importanza che un giorno avrebbe avuto: ma sapere che alcuni fra i più grandi artisti quali Mario Brunello, Rocco Filippini, Luigi Piovano e numerosi altri con entusiasmo hanno accettato di partecipare  mi stupisce, anche perché materialmente il premio consiste in una semplice targa d’argento…”.

Una motivazione di prestigio, dunque, più che economica a muovere gli artisti, quali i premiati di quest’anno?

Felix Ayo, celebre violinista, premio alla carriera; Barbara Minghetti, presidente della Aslico (Associazione Lirico Concertistica Italiana) per la creazione del progetto “Opera Domani”, un innovativo progetto di educazione musicale e di opera partecipata nelle scuole, premio operatore musicale; Daniele Carnini, premio giovane compositore; Ramin Bahrami, premio giovane esecutore. Il premio Carloni è riservato anche a un’eccellenza abruzzese. Quest’anno il premio speciale Abruzzo musica va al basso-baritono teramano Luciano Di Pasquale, straordinario e meraviglioso interprete del repertorio buffo del melodramma italiano. Ovviamente ognuno di loro, a eccezione dell’operatore musicale, per ovvie ragioni, offrirà un prezioso cammeo del proprio magistero.

Un’anteprima su questa settima edizione?

Nell’impianto generale anche questa edizione ricalca le linee delle precedenti. La novità è che abbiamo voluto aprire a un artista internazionale. Nino Carloni infatti ha sempre avuto il suo obiettivo puntato sul panorama musicale d’oltre confine e quest’anno avremo fra i premiati, quale giovane esecutore, il pianista iraniano Ramin Bahrami, ormai da tempo adottato musicalmente dal nostro paese. È uno straordinario interprete, fra i più richiesti del repertorio bachiano in particolare.
 
Chi sceglie gli artisti da premiare e con quali criteri?

La commissione è formata da personalità di primissimo piano nel campo dell’esecuzione, dell’organizzazione musicale, della composizione, della ricerca musicologica, la quale individua, secondo le tipologie proprie del premio chi, negli ultimi anni, ha espresso particolare eccellenza nel proprio campo di attività. La difficoltà maggiore è proprio quella di dover scegliere il premiato fra un elenco assai numeroso di nominativi.

Quali sono stati i premiati che maggiormente hanno lasciato una traccia negli anni passati?

Trattandosi di eccellenze, appunto, dovrei citarli assolutamente tutti. Ciò non è ovviamente possibile anche se ritengo assolutamente doveroso ricordare Roman Vlad, premio alla carriera dell’edizione 2008, recentemente scomparso, personalità di respiro internazionale, sempre accanto a Nino Carloni e sicuro punto di riferimento delle istituzioni musicali della nostra città.

Perché ha senso portare avanti il ricordo di Carloni e quali sono le figure di riferimento musicale oggi?

Il premio Carloni intende ricordare appunto la figura di Nino Carloni, un grande uomo che diceva di voler servire la musica: la persona giusta al momento giusto, direi. Colui che è riuscito a traghettare la città dell’Aquila, all’indomani della tragica esperienza bellica, su orizzonti difficilmente ripercorribili oggi. Figure di riferimento attuali? Direi tutte quelle persone che con determinazione, caparbietà, onestà intellettuale, portano avanti, quotidianamente, le sorti della cultura della nostra città e del nostro paese. Chi vorrà riconoscersi in questi ruoli sarà il benvenuto…