L’AQUILA – C’è bisogno di stivali di gomma, guanti da lavoro, giacche impermeabili, pompe e idrovore: il giorno dopo l’alluvione che ha colpito tragicamente la Sardegna, spezzando vite e spazzando via strade, ponti e case, è il momento della solidarietà.

Gli abruzzesi si stringono ai sardi nel dolore, pronti a dare aiuto, grazie anche alla mobilitazione del Circolo Sardi D’Abruzzo ‘Shardana’ di Pescara che, in queste ore, sta promuovendo una raccolta di fondi e materiali da destinare alle zone colpite.
 
“C’è bisogno anche di Jeep, Land Rover o campagnole per raggiungere le zone più impervie – afferma il presidente Antonello Cabras – Chiunque può fare una donazione, cercando la nostra pagina su Facebook, lì ci sono i numeri da chiamare e gli indirizzi mail”. 
 
Sono circa 2500 i sardi residenti in Abruzzo, concentrati in larga parte nella provincia dell’Aquila, e circa 200 gli iscritti al circolo.
 
“Subito dopo la Seconda Guerra mondiale, molti nostri conterranei si traferirono in Abruzzo, terra verde per i pascoli – afferma Cabras – L’associazionismo è una caratteristica del nostro popolo di emigranti. Nel mondo ci sono circa 600 circoli, tra ufficiali e non, che raccolgono i nostri conterranei e promuovono la regione da un capo all’altro del globo”.
 
Un legame a doppio filo che, dopo l’alluvione di ieri e il terremoto del 6 aprile 2009, unisce ancora più inestricabilmente aquilani e sardi nella tragedia, ma anche nel coraggio di rimboccarsi le maniche e aiutarsi a vicenda.
 
In occasione del sisma, infatti, i pastori sardi hanno donato un gregge di 1300 pecore agli aquilani che avevano perso le proprie greggi.
 
Una solidarietà radicata nell’antica tradizione isolana che, in dialetto, prende il nome di ‘sa padura’, che sta a significare, appunto, ‘compensazione’.
 
” È un’antica usanza sarda che prevede di soccorrere, in qualsiasi maniera, il pastore che cade in disgrazia, reintegrando il suo gregge perso con le pecore di altri pastori – spiega Cabras che sottolinea – Un concetto che poi si è allargato alla solidarietà più in generale. Siamo un popolo molto accolgiente: se qualcuno viene in vacanza in un nostro paesino, ospite di una famiglia, ad esempio, diventa automaticamente ospite di tutti i paesani che lo accolgono calorosamente”.
 
Una tragedia, quella che si sta consumando nelle ultime ore, che molti sardi, residenti in Abruzzo e in altre parti d’Italia, sono costretti a guardare in tv per l’impossibilità di raggiungere le zone colpite.
 
“È difficile vivere questa alluvione da lontano e dà un profondo dolore, oltre che apprensione – conclude – Sono eventi catastrofici che ci uniscono agli abruzzesi e ci fanno sentire più vicini, anche se non è giusto fare paragoni delle tragedie”. 
 
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Bic (estero) BPMOIT22 Causale solidarietà Sardegna