SCANNO – Ci sarebbero anche clienti provenienti dall’Aquila nell’elenco degli insospettabili frequentatori delle due baby squillo dei Parioli.
Ad incontrarsi con le prostitute minorenni non erano solo uomini facoltosi, manager e padri di famiglia della Capitale e anche individui che arrivavano da ogni parte d’Italia, dai dintorni di Roma, da Torino, Milano, Verona e anche dal capoluogo abruzzese.
L’identificazione è già avvenuta e a breve il numero degli iscritti sul registro degli indagati potrebbe aumentare.
Nomi e città, direttamente legate al ‘supermercato’ romano del sesso e droga, emergono infatti nei tabulati telefonici e nelle 44 pagine dell’ordinanza di arresto di Nunzio Pizzacalla, il 34enne originario di Scanno (L’Aquila) che lavorava proprio nel capoluogo abruzzese.
Stando alle intercettazioni e alle carte processuali, era il giovane militare che organizzava gli appuntamenti coi clienti alle due minorenni romane tramite sms o WhatsApp. I carabinieri del Nucleo investigativo, agli ordini del colonnello Lorenzo Sabatino e coordinati dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal pm Cristiana Macchiusi, proseguendo nell’attività di identificazione dei tanti clienti pare che abbiano aggiunto nel registro degli indagati più di qualche ‘habitué’ abruzzese.
Secondo gli inquirenti, i clienti delle baby escort arrivavano anche dalla zona dell’Aquila grazie proprio a Pizzacalla che prestava servizio negli alpini con il grado di caporal maggiore.
I carabinieri hanno consegnato ai magistrati la lista dei suoi contatti ed ora si sta facendo chiarezza su posizioni e ruoli.
Per il giovane militare che ha rinunciato al ricorso al tribunale della Libertà, non cambiano le misure cautelari in essere: resta in carcere assieme a tutti gli altri indagati. Il tribunale del Riesame ha negato la richiesta di scarcerazione formulata dai legali del commercialista Riccardo Sbarra, dell’autista-pusher Mirko Ieni e della mamma di una delle due giovani “lucciole”, mentre al commerciante Mario De Quattro sono stati concessi gli arresti domiciliari per motivi di salute.
È invece indagata la più grande delle due giovanissime squillo, che avrebbe convinto l’amichetta a prostituirsi.






