L’AQUILA – Incontro fallimentare quello avvenuto ieri presso la Regione Abruzzo sul tema della centrale a biomasse che sorgerà all’Aquila, nel quale i comitati oppositori riponevano la speranza di un dietrofront nella realizzazione dell’impianto da parte della Futuris Aquilana, l’azienda che lo realizzerà e lo gestirà.
Un incontro che ha avuto come unico effetto quello di programmarne un altro, che si terrà probabilmente il prossimo 13 dicembre e che, eccezion fatta per la Regione, coinvolgerà gli stessi enti che erano presenti oggi a Pescara: Comune, Provincia e Futuris Aquilana, al fine di chiarire semplicemente alcuni aspetti del progetto, sul quale l’azienda non torna indietro, anzi.
Come già fatto in passato, la Futuris Aquilana, partecipata all’86 per cento da Futuris spa e al 14 per cento da Ma&d Power Engeneering, ha ribadito anche oggi la sua legittima intenzione di procedere con la realizzazione della centrale, per la quale sta investendo 30 milioni di euro, sebbene l’assessore provinciale alla Viabilità Roberto Romanelli e poi quello comunale all’Ambiente Alfredo Moroni abbiano rimarcato più volte il nuovo assetto della zona industriale e la nuova dislocazione della popolazione in seguito al sisma.
“Ancora una volta – fa sapere l’azienda – è stata confermata la validità dell’autorizzazione del progetto, ottenuta a conclusione di un lungo iter che ha visto tutti gli organi preposti dare il loro parere favorevole”.
Annunciato come una “riedizione della Conferenza di servizi” dal presidente dell’Aquilana società multiservizi (Asm) Luigi Fabiani e confermato anche dai comitati anti biomasse, quello di oggi in realtà si è rivelato un semplice tavolo di lavoro, un momento di riflessione sulle tematiche relative al progetto della centrale, ma niente di più.
Quindi, o effettivamente non si era capito bene di cosa si trattasse, oppure si è voluto far passare un messaggio di speranza sulla possibilità di modifiche al progetto, più di quante effettivamente ce ne fossero.
Durante la riunione, i rappresentanti della onlus “Salviamo Paganica”, Berardino Zugaro e Ciccino Franco, hanno ribadito il loro proposito ad andare avanti con ogni mezzo per opporsi alla centrale a biomasse, ritenuta pericolosa per la salute dei tanti cittadini della zona dove questa dovrà insediarsi: “ricorso al Tar, ma anche occupazione del terreno dove verrà realizzato l’impianto, se necessario”, ha detto Patrizia Righi della onlus, che oggi ha presenziato alla riunione insieme al presidente della circoscrizione di Paganica, Ugo De Paulis.
Dunque, le posizioni dei due antagonisti della vicenda, ovvero i comitati e l’azienda Futuris, sono ben chiare.
A risultare più nebulosa è invece la posizione degli enti locali coinvolti, soprattutto Comune e Provincia: dopo aver dato ad agosto l’ok alla realizzazione della centrale, senza che la popolazione locale ne fosse minimamente informata, hanno cambiato rotta, soprattutto dopo la manifestazione di contrarietà da parte del territorio.
Marcia indietro palesata durante le riunioni con i comitati a cui hanno partecipato l’assessore Moroni e il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, culminate con la decisione presa durante il consiglio dello scorso 8 novembre di sospendere temporaneamente l’iter burocratico del progetto, approvando un ordine del giorno presentato dal consigliere del Partito democratico Alì Salem.
La Provincia, dal canto suo, ha appoggiato la linea del Comune in diverse occasioni, non ultima la riunione dello scorso 4 novembre presso la sala civica di Paganica, confermata nell’incontro di oggi a cui ha partecipato anche l’assessore Romanelli.
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